Ritratti di città – Dresda

Pubblicato da Andrea Natile il

è una extracircondariale di 530 754 abitanti della , capitale del Land della Sassonia.
Il nome della città proviene direttamente dalla parola slavica “drezga” significa “insediamento della gente che abita nel bosco” o la “gente del bosco”.
Sorge sul fiume Elba, la cui valle era inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, per poi esserne tolta nel 2009, in seguito alla costruzione del ponte Waldschlösschen.
Centro d’arte di importanza internazionale, ha subito durante la seconda guerra mondiale (13-15 febbraio 1945) un terribile bombardamento con migliaia di vittime.

I primi insediamenti nella zona di Dresda risalgono al neolitico. Il guado che attraversava l’Elba, all’altezza dell’odierno centro storico, è probabilmente esistito già nell’antico Medioevo e probabilmente fu la causa dell’iniziale insediamento che, nonostante la favorevole posizione ed i fertili terreni, rimase problematico per via delle estese zone forestali di quei luoghi. La città stessa ha avuto origine dall’unione di un antico insediamento slavo sulla riva settentrionale del fiume con un centro sassone abitato sulla riva meridionale (dove ora si trova il centro dell’attuale Altstadt).

Il primo riferimento documentato sulla città risale al 1206 e si tratta dei protocolli di un procedimento giudiziario riguardante lo smantellamento di un castello medioevale, il Burg Thorun. A quel tempo il nome della città era “Dresdene”, probabilmente derivato dal termine slavo “Drežďany” (abitanti della foresta lungo il fiume). Manca anche un documento sull’assegnazione del diritto civico a Dresda, che viene già citata quale città in un altro documento del 1216, mentre dal 1270 è stata la sede dei Langravi di Meißen. Un documento del 1350 definisce per la prima volta la parte di Dresda ubicata sulla sponda destra dell’Elba, l’odierno centro cittadino, quale insediamento autonomo (Antiqua Dressdin), che ottenne il 21 dicembre 1403 il diritto civico da Guglielmo I, il Guercio, Margravio di Meißen. Il principe elettore Moritz decise l’unione dei due insediamenti, a destra ed a sinistra dell’Elba, ed assegnò il 29 marzo 1549 alla nuova comunità il diritto civico.

Dresda nel XVI secolo
Dal 1485 è stata la sede dei duchi di Sassonia e dal 1547 anche dei principi elettori. Durante la guerra dei trent’anni Dresda non venne mai saccheggiata o devastata, ma peste e indigenza, oltre alla generale stagnazione economica, ne frenarono lo sviluppo. Dopo la conclusione del conflitto la sorte di Dresda fu alquanto altalenante: a periodi di pace, durante i quali sorsero i notissimi edifici e i magnifici parchi, si alternarono altri di devastazione, dovuti alla partecipazione di Dresda a quasi tutte le guerre europee.

Durante il regno di Augusto II di Polonia e Augusto III di Polonia nel XVIII secolo, Dresda fu la residenza dei re di Polonia. A quel tempo furono creati i famosi monumenti della città, tra cui lo Zwinger, la cattedrale della Santissima Trinità, la Frauenkirche, il Palazzo giapponese e il Palazzo Taschenberg. La prima porcellana europea venne sviluppata a Dresda nel 1710. Dresda era collegata da rotte postali con Varsavia, Breslavia, Poznań e Toruń. La zecca di Dresda produsse monete d’argento polacche. Con la decisione del re Augusto II, nel 1717 e nel 1720 furono create nuove collezioni museali, nel 1720 un nuovo cimitero cattolico[6] e nel 1709 una scuola latina (oggi St. Benno-Gymnasium).
In virtù della decisione del re Augusto II di Polonia del 1729, fu fondata a Dresda la prima scuola degli ufficiali polacchi. Aleksander Jakub Lubomirski ne divenne il comandante. Nel 1730, la scuola fu trasferita a Varsavia. Nel 1747, il re Augusto III di Polonia creò la Gemäldegalerie Alte Meister e nel 1748 aprì la prima scuola di medicina a Dresda. Augusto III morì a Dresda nel 1763 e fu sepolto nella cattedrale della Santissima Trinità come uno dei pochi re polacchi che furono sepolti al di fuori della cattedrale del Wawel a Cracovia. Durante il declino della Polonia, Dresda fu sede di preparativi per l’insurrezione polacca di Kościuszko.

Tra il 1806 ed il 1918 è stata la capitale del regno di Sassonia (che dal 1871 fece parte dell’Impero tedesco), e la popolazione della città si quadruplicò dai 95 000 abitanti del 1849 ai 396 000 del 1900.

Panorama dalla torre del Municipio

Una storia sfortunata
La città è stata più volte devastata: dal fuoco nel 1491, dai bombardamenti prussiani nel 1760, durante la repressione di sollevazioni per la richiesta della costituzione nel 1849 e dai bombardamenti aerei degli Alleati sul finire della seconda guerra mondiale.
I bombardamenti del 1945
Nella seconda guerra mondiale la città di Dresda, divenuta verso la fine del conflitto un importante centro economico, militare e di trasporto, era stata bombardata già dall’agosto del 1944, ma nonostante ciò erano stati creati solo pochi rifugi antiaerei. Fra il 13 e il 15 febbraio 1945 la città subì tre terribili bombardamenti a tappeto ad opera dei bombardieri alleati (Inglesi), che sganciarono sulla città 3 900 tonnellate di bombe, e fu nuovamente bombardata dalla USAAF, con 2 700 tonnellate di bombe, il 2 marzo e il 17 aprile del 1945.
Particolarmente danneggiato fu il centro storico della città, con aree completamente rase al suolo. A causa dell’ampio uso di ordigni incendiari non si è mai potuto stabilire il numero esatto delle vittime, che secondo le stime più affidabili[4] furono fra 18 000 e 25 000 persone. Altri osservatori hanno però ipotizzato un numero di vittime molto maggiore[8]. I numeri proposti nel documento, tuttavia, sono criticabili per strumentalizzazione.

Il fiume Elba

Il periodo postbellico
Dresda è stata uno dei più importanti centri industriali della Repubblica Democratica Tedesca, tra il 1949 ed il 1990, anno della riunificazione tedesca (Wiedervereinigung).

Testo – Liberamente tratto da Wikipedia
Foto – Andrea Natile

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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