Georg Friedrich Händel – Le origini – 1

Pubblicato da Andrea Natile il

nacque nel 1685 a Halle, Ducato di Magdeburgo, da Georg e Dorothea Taust. Suo padre, che aveva 63 anni quando Georg Friedrich nacque, era un illustre barbiere-chirurgo che serviva alla corte di Sassonia-Weissenfels e presso la Marca di Brandeburgo. Secondo il primo biografo di , John Mainwaring, egli “aveva scoperto una tale forte propensione per la musica, che suo padre, che lo aveva sempre visto destinato allo studio del diritto civile, aveva motivo di allarmarsi. Gli vietò rigorosamente di immischiarsi con qualsiasi strumento musicale, ma trovò il modo di ottenere un piccolo clavicordo trasportato in gran segreto in una camera in cima alla casa. In questa stanza andava continuamente di nascosto quando la famiglia dormiva”. Già in giovane età era diventato un interprete esperto di clavicembalo e nell’organo a canne.
Fino al XVII secolo, la maggioranza dei musicisti erano tutti figli d’arte, un mestiere che si tramandava di padre in figlio. Händel invece era l’unico musicista in una famiglia della Slesia e di religione luterana: suo nonno Valentin nacque a Breslavia nel 1583, e si trasferì ad Halle nel 1609, dove praticò la professione di venditore di caldaie.
Valentin Händel morì nel 1636. I suoi primi due figli proseguirono nella sua attività commerciale. Il terzo, Georg (1622-1697), padre del futuro musicista, aveva solo quattordici anni: entrò come apprendista da un barbiere che morì sei anni dopo, senza avere figli. La sua vedova aveva 31 anni, e sposò così l’apprendista che ne aveva 21, dandogli sei figli.
Il loro matrimonio durerà 40 anni, durante i quali la competenza di Georg Händel fu ampiamente riconosciuta al punto che egli riuscì ad entrare al servizio della famiglia del duca Augusto di Sassonia-Weissenfels, amministratore di Halle, luogo che ebbe in usufrutto fino alla sua morte nel 1680. A quella data, la città ritornò sotto l’autorità effettiva dell’Elettorato di Brandeburgo, come previsto quando i trattati di Westfalia furono firmati nel 1648.
Georg Händel era una personalità importante della città, borghese, benestante e di carattere austero. Si propose alla nuova autorità locale, ottenendo la nomina a medico ufficiale degli Elettori di Brandeburgo.
Rimasto vedovo nel 1682, si risposò l’anno seguente (23 aprile 1683) con Dorothea Taust (1651-1730), figlia di un pastore, di quasi trent’anni più giovane.
Dopo la morte del primo figlio a pochi giorni dalla nascita, il 23 febbraio 1685 nacque il secondo figlio, George Friedrich. Si deve quindi notare che colui che per tutta la vita si fece chiamare “sassone” in realtà è nato nell’elettorato di Margravio, e al tempo di Federico III di Brandeburgo, futuro re di Prussia. Il giorno dopo la nascita, fu battezzato nella confessione luterana alla Liebfrauenkirche. In seguito nacquero due sorelle, Dorothea Sophia (1687) e Johanna Christiana (1690).
Händel e suo padre si recarono a Weißenfels per visitare o il fratellastro di Händel, Carl, o il nipote, Georg Christian, che era in servizio come valletto del duca Giovanni Adolfo I di Schwarzenberg. In questo viaggio, il piccolo Händel fu messo a sedere sullo sgabello di un organo, dove sorprese tutti con la sua esecuzione. Questa prestazione aiutò Händel e il duca a convincere il padre a permettergli di prendere lezioni di composizione musicale e la tecnica della tastiera da Friedrich Wilhelm Zachow, organista della Marktkirche Unser Lieben Frauen (Liebfrauenkirche) di Halle, nonché direttore del chorus musicus con il quale si esibiva in pubblico una volta al mese. Zachow aveva composto musica per i servizi luterani nella chiesa, e da lui Händel imparò a conoscere l’armonia e il contrappunto, copiare e analizzare gli spartiti e ottenne l’insegnamento dell’oboe, violino, clavicembalo e organo.
L’energico Zachow avviò il giovane allo studio dell’organo e del clavicembalo, così come della composizione, facendogli conoscere le differenze tra gli stili tedesco e italiano allora in auge. Un volume manoscritto risalente a quelle lezioni seguì Händel dappertutto per il resto della sua vita e gli servì anche, a sua volta, per insegnare al giovane John Christopher Smith (1712–1795). Di esso si sono però malauguratamente perse le tracce nel XIX secolo. Zachow gli insegnò la teoria della composizione musicale: armonia, contrappunto, fuga, variazione, forme musicali. L’apprendimento si basò anche sullo studio delle opere dei maestri, come i compositori principali del suo tempo, oltre a Zachow, Froberger, Kerll, Krieger e altri.
Il giovane ragazzo inizia a comporre opere strumentali e vocali molto presto: la maggior parte di quelli che risalgono agli anni 1696 o 1697 sono perduti, ma alcuni sono conservati, come il Drei Deutsche Arien, insieme ad alcune sonate.
A dodici anni, fece un breve soggiorno a Berlino, che gli permise di entrare in contatto con la Corte del principe elettore Federico III di Brandeburgo. La data esatta e le circostanze restano molto vaghe. Secondo alcuni storici ciò avvenne nel 1696. Per altri, basandosi su Micelli la cui testimonianza è relativamente attendibile, potrebbe essere nel 1697 o 1698, anno indicato da Johann Mattheson. Non è chiaro dai biografi se suo padre (morto l’11 febbraio 1697) lo abbia accompagnato nel viaggio a Berlino, oppure sia rimasto ad Halle ad attendere il suo ritorno.
In realtà, sembra che nel 1702, all’età di 17 anni, Händel abbia iniziato un secondo viaggio a Berlino, la città da cui Halle era governata. Fu in questo secondo viaggio che incontrò Ariosti e Giovanni Bononcini, “esibendosi” davanti al re di Prussia. E fece una grande impressione alla principessa Sofia Carlotta di Hannover, animo raffinato e molto sensibile alla musica, al punto che Federico III gli proporrà di portarlo al suo servizio, dopo averlo mandato a perfezionarsi in Italia, offerta che Händel declinò immediatamente; Ma non è noto se è alla preghiera del padre (morto nel 1697) che domandava il ritorno di suo figlio, o per motivi propri. I fautori della prima ipotesi, sostengono anche che il ragazzo tornò alla sua città natale il 15 febbraio 1697 per trovare il padre che era morto da quattro giorni.
Cinque anni dopo la morte del padre, rispettando formalmente la sua volontà, si iscrisse il 10 febbraio 1702 all’Università di Halle, per seguire gli studi in legge. Tuttavia, non si registra in alcuna facoltà, e rimarrà solo uno studente di breve tempo. Pochi mesi dopo ottenne l’incarico di organista della cattedrale calvinista della stessa cittadina dedicandosi di più alla musica (organo, direzione di coro e di una banda di oboi) piuttosto che agli studi di giurisprudenza.
A quegli anni risale anche l’intima amicizia con Georg Philipp Telemann, di quattro anni più vecchio e altrettanto “refrattario all’attività del foro”, che studiava allora a Lipsia e quindi solo a una quarantina di chilometri da Halle. Il rapporto tra i due musicisti durerà per cinquant’anni con incontri, viaggi, lettere e regali (tra cui piante esotiche) che i due si scambiarono fino al termine della carriera. In particolare, Telemann introdusse l’amico alle delizie del genere operistico, sconosciuto a Halle ed invece praticato nel piccolo teatro di Lipsia, con un effetto che si sarebbe rivelato definitivo.
Nel 1702, per volere del padre, Händel cominciò a studiare legge sotto Christian Thomasius presso l’Università di Halle. Ottenne un incarico per un anno come organista nella ex cattedrale, da allora una chiesa riforma evangelica. Händel sembra essere stato insoddisfatto, e nel 1703 accettò una posizione come violinista e clavicembalista nell’orchestra dell’Oper am Gänsemarkt di Amburgo. Lì incontrò i compositori Johann Mattheson, Christoph Graupner e Reinhard Keiser. Le sue prime due opere, Almira e Nero (Händel), furono prodotte nel 1705. Produsse altre due opere, Daphne e Florindo, nel 1708. Non è chiaro se Händel diresse questi spettacoli.
Il duello con Johann Mattheson
Il 5 dicembre 1704 scoppiò un diverbio tra i due sull’esecuzione di “Cleopatra” di Mattheson. Questi interpretò la parte di Antonio mentre Händel spettò suonare il cembalo. Essendo Mattheson avvezzo a mettersi lui al cembalo, dopo la morte di Antonio, che nel dramma giunge presto, Händel si rifiutò di soddisfare la sua volontà cedendogli il posto. Questo episodio causò un tale dissidio che le loro argomentazioni degenerarono in lotta: i due giovani si rotolano sulla scena, tra gli applausi del pubblico e dei cantanti. All’uscita dal teatro, Mattheson schiaffeggiò Händel, e all’incitamento della folla, i due tirarono fuori le proprie spade e si misero a duellare sulla Piazza del Mercato antistante il teatro dell’Opera. Fortunatamente la spada di Mattheson che puntava al cuore, si spezzò contro un bottone metallico della giubba di Händel ponendo fine al combattimento; ed essi si riconciliarono di lì a poco. Lo stesso Mattheson pubblicherà, molto prima della morte di Händel, circa gli screzi intercorsi fra loro durante la sua permanenza ad Amburgo.
A seguito della rapida riappacificazione, Mattheson ci riferisce che il 30 dello stesso mese egli accompagnò il giovane alla prova della sua prima opera “ALMIRA” in teatro, che vi eseguì la parte principale. Quest’opera, benché provata alla fine del 1704, non fu eseguita in pubblico che all’inizio del 1705, riscuotendo grandi consensi. Mattheson continò ad essere amico di Handel, recandosi spesso a Londra, in qualità di ambasciatore.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Google Search
Video: Youtube

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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