Dmítrij Šostakóvič – 1

Pubblicato da Andrea Natile il

Dmítrij Dmítrievič San Pietroburgo, 25 settembre 1906 – , 9 agosto 1975) è stato un compositore e pianista sovietico.
Ritenuto tra i più importanti compositori di scuola russa e, più in generale, della musica del Novecento, Šostakovič ebbe un travagliato rapporto con il governo sovietico: subì infatti due denunce ufficiali a causa delle sue composizioni (la prima nel 1936, la seconda nel 1948) e i suoi lavori furono periodicamente censurati. La sua totale riabilitazione avvenne solamente dopo la morte di Stalin, e culminò con la sua elezione al Consiglio supremo sovietico e con la sua nomina ad ambasciatore dell’URSS in importanti eventi culturali di tutto il mondo. Ricevette moltissimi riconoscimenti e titoli internazionali.
La sua vasta produzione comprende musica sinfonica e corale, ma anche molta musica da camera, per balletti e per film. Šostakovič è stato infatti uno dei più prolifici autori di musiche per pellicole della Russia sovietica.
Nato a San Pietroburgo il 25 settembre 1906 (il 12, secondo il calendario giuliano ortodosso), al numero 2 di via Podol’skaja, Šostakovič era il secondogenito dei tre figli di Dmitrij Boleslavovič Šostakovič e Sof’ja Vasil’evna Kokoulina. La famiglia, di origini polacche, apparteneva alla nuova borghesia che in quel periodo si affacciava alla vita sociale in Russia, mostrando un atteggiamento critico rispetto alla politica repressiva del regime zarista e di aperto sostegno alle vedute dell’intelligencija. Oltre alla madre, pianista, anche il padre amava suonare il pianoforte e la chitarra. Per tutta l’infanzia, Dmitrij venne chiamato con il diminutivo Mitja.
Gli studi
Dmitrij Šostakovič, da come si legge nella sua autobiografia scritta nel 1927, cominciò lo studio del pianoforte spinto dalla madre. Benché inizialmente scettico, Mitja mostrò un talento eccezionale nella disciplina pianistica e, in seguito, anche nella composizione. Risalgono infatti al 1915 (aveva 9 anni) le prime composizioni (il poema per piano Il soldato, ispirato forse dalle notizie sulla Prima guerra mondiale) ed esibizioni: in autunno eseguì l’Album per la gioventù di Čajkovskij. Alcuni avvenimenti di questi anni, come i discorsi di Lenin alla città di Pietrogrado, la Rivoluzione d’Ottobre e le notevoli quantità di vittime provocate dalla guerra, influirono notevolmente sulla formazione umana e musicale del giovane Mitja.
Alcune composizioni di questo periodo sono l’opera Gli zingari, il balletto La sirenetta (dalla favola di Andersen), una Fantasia per due pianoforti, diverse polke e musiche per piano solo, ma anche un Inno alla libertà e una Marcia funebre. La sua famiglia entrò intanto in contatto con personalità russe molto note: il pittore Boris Kustodiev, conosciuto poco dopo la rivoluzione, a cui Šostakovič dedicherà il Preludio n. 1; il compositore Glazunov, all’epoca direttore del Conservatorio di Pietrogrado; il pianista Sofronickij; gli scrittori Gor’kij e Tolstoj.
Il Conservatorio e il lavoro nei cinema
Šostakovič entrò nel 1919 al Conservatorio di San Pietroburgo, dove continuò a studiare il pianoforte con Leonid Nikolaev, solfeggio con Aleksej Alekseevič Petrov e composizione con Maksimilian Štejnberg (a cui dedicherà lo Scherzo per orchestra in Fa diesis, op. 1).
Glazunov in persona si occupò di far assegnare a Šostakovič una borsa di studio, visto che appariva ormai come un bambino prodigio. Le composizioni risalenti a questo periodo sono la Danza Fantastica n. 1, Ti ho atteso nella grotta (trascrizione di Rimskij-), Tema e variazioni, op. 3, le Due Favole di Krylov e le Tre danze fantastiche, prima opera edita del musicista. All’inizio del 1922 il padre morì di polmonite. A lui dedicò la Suite in Fa Sharp.svg minore per due pianoforti.
Malgrado ciò, il ragazzo continuò brillantemente gli studi e si diplomò in pianoforte, con il massimo dei voti, nel 1923. Il programma d’esame comprendeva: Bach (Preludio e fuga in Do diesis minore), Beethoven (Sonata n. 21), Chopin (Terza Ballata), Mozart (Variazioni in Do maggiore), Schumann (Humoreske e Concerto in La minore) e Liszt (Venezia e Napoli).
Al 1923 risalgono i primi abbozzi della Sinfonia n. 1, il Trio n. 1 e i Tre pezzi per violoncello e pianoforte. Dmitrij si esibì inoltre in diverse manifestazioni (eseguendo anche il Concerto n. 1 per pianoforte di Čajkovskij), e ricevette elogi da molte riviste del settore. Nonostante i risultati brillanti, venne impedita al ragazzo la prosecuzione del corso di composizione. Šostakovič tentò quindi l’ammissione al Conservatorio di Mosca.
In seguito alla morte del padre, Šostakovič e la sua famiglia si trovarono in una situazione economicamente precaria. Ciò costrinse il compositore a lavorare come illustrator, ossia pianista accompagnatore, nelle sale di proiezione di film muti. Sebbene Mitja giudicasse il lavoro faticoso e debilitante, questa esperienza si rivelò utile negli anni futuri, nella composizione di musiche per film. In questo periodo, Šostakovič manifestò le prime insofferenze nei confronti dell’ambiente musicale leningradese, estremamente tradizionalista, accademico e ancora eccessivamente legato all’illustre eredità di Rimskij-Korsakov.
Il successo della Prima sinfonia e il primo dopoguerra
Il 20 marzo 1925 Šostakovič eseguì a Mosca le proprie opere. Nonostante gli applausi, il compositore non incontrò il gusto dei moscoviti. Conobbe poi il maresciallo Tuchačevskij e il compositore e teorico Boleslav Javorskij, che, notato il grande talento del giovane, fecero pressione sul direttore Nikolaj Mal’ko affinché approvasse l’esecuzione della Prima sinfonia, completata appunto da Šostakovič nel 1925. Mal’ko riuscì a far eseguire il lavoro il 12 maggio 1926, con la Filarmonica di Leningrado. Il successo fu clamoroso, gli insegnanti del Conservatorio di Leningrado decisero di ammettere Šostakovič al corso di composizione. Il compositore portò la sinfonia all’esame di diploma in composizione, ottenendo il massimo dei voti.
L’opera venne eseguita in tournée dalla Filarmonica a Char’kov, Kislovodsk e Baku ed entrò ben presto nel repertorio dei più grandi direttori dell’epoca: nel 1927 Bruno Walter, a Berlino; nel 1928 Stokowski a Filadelfia e Rodziński a New York; nel 1931 la sinfonia venne più volte eseguita da Toscanini.
La fine degli anni Venti
Nel 1927 Šostakovič compose l’Ottetto, op. 11, e la Sonata n. 1 per pianoforte, op. 12. Iniziò anche a lavorare sulla Seconda sinfonia e sull’opera Il naso, su testi di Gogol’. Nel 1929 l’ARMP, il partito sovietico dei musicisti, criticò la sua opera, definendola formalista, e nel 1930 ne pubblicò una versione ridotta che tuttavia conobbe un immenso successo prima di essere criticata ancora e proibita, in quanto considerata come il prodotto di un semplice borghese decadente. Al Concorso Chopin di Varsavia ottenne solo una menzione d’onore dalla giuria, ma ricevette però grandi ovazioni dal pubblico. Le ultime opere, compresi gli Aforismi, op. 13, appena composti, non suscitarono favori da parte di Steinberg. Verso la fine dell’anno venne eseguita la Seconda sinfonia, op. 14, dedicata alla Rivoluzione d’Ottobre.
In queste opere si cominciano ad osservare alcuni tratti che contraddistingueranno la produzione musicale di Šostakovič: la satira e il grottesco. Insieme a questi due elementi, si unisce il credo costruttivista, che in questi anni va diffondendosi in Unione Sovietica nei diversi campi artistici (si pensi a Tatlin, Mejerchol’d e alcuni esperimenti cinematografici di Ėjzenštejn), e che nella musica di Mitja si concretizzano con la presenza di melodie cromatiche, di una durezza ritmica notevole e di modulazioni improvvise.
Al 1928 risalgono diversi lavori: il Tahiti Trot, op. 16, arrangiamento del popolare fox trot da No, no, Nanette di Vincent Youmans; la trascrizione per orchestra di Due pezzi di Scarlatti, op. 17. Šostakovič termina, a luglio, Il naso: è la sua prima opera teatrale, ed è tratta dai Racconti di Pietroburgo di Gogol’. I librettisti sono Zamjatin, Prejs (che sarebbe stato ucciso durante le purghe degli anni ’30) e il grande regista teatrale Mejerchol’d, che ebbe una grande importanza nella stesura e nella realizzazione dell’opera. Il rapporto con Mejerchol’d proseguirà anche in seguito: nel 1929 il regista chiederà al compositore di scrivere le musiche di scena per La cimice. A Šostakovič vennero anche commissionate le musiche del film Nuova Babilonia, di Kozincev e Trauberg, i registi più conosciuti dell’epoca insieme ad Ėjzenštejn. I brani della colonna sonora del film furono però criticati duramente. La première del Naso si svolse a Leningrado nel 1930, diretta da Samosud: nonostante l’immenso successo, la critica, tranne rare eccezioni, non comprese l’opera nel suo reale significato tragico-umoristico. L’opera fu successivamente proibita e fu rimessa in scena solamente quaranta anni dopo.
Altri lavori del 1929-1930 sono i due pezzi per l’Armer Columbus, op. 23; le musiche di scena per Lo sparo, op. 24, e per Terra vergine dissodata, op. 25, di L’vov; una trascrizione per pianoforte della Sinfonia dei Salmi di Stravinskij; la colonna sonora del film Sola, op. 27, per la coppia Trauberg-Kozincev; i balletti L’età dell’oro, op. 22, su libretto di Ivanovskij, che si rivelò un insuccesso, e Il bullone, op. 27. Nei due anni successivi, invece, videro la luce la commedia La compagnia verde, Rule, Britannia!, la colonna sonora de Le montagne dorate e dello spettacolo Giustiziati con Condizionale, le musiche dello spettacolo teatrale Amleto, Due pezzi per quartetto, una trascrizione della polka de L’età dell’oro e, infine, cominciò a lavorare sull’opera Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Selezionate da Google
Video: Canale Youtube

Andrea Natile

 


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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