Sergej Rachmaninov – Il matrimonio e i concerti all’estero – 3

Pubblicato da Andrea Natile il

La cugina Natalija, ormai molto vicina a , si diplomò in pianoforte, cosa che il musicista apprezzò in modo significativo. Poco tempo dopo i due giovani annunciarono alla famiglia l’intenzione di volersi sposare. La Chiesa ortodossa però non ammetteva unioni fra consanguinei e perciò fu necessario ottenere un permesso speciale. La celebrazione fu officiata da un cappellano militare il 29 aprile 1902 in una chiesetta alla periferia di , con Ziloti e Brandukov come testimoni.
Durante il viaggio di nozze gli sposi visitarono Vienna, quindi Venezia, Lucerna e infine Bayreuth dove assistettero alle rappresentazioni de L’olandese volante e del Parsifal; Rachmaninov, a differenza di molti altri musicisti, non subì il fascino della musica wagneriana e non fece alcun commento. Come regalo di nozze la famiglia di Natalija offrì agli sposi una delle due case della residenza estiva di Ivanovka. Dell’anno successivo è la nascita della prima figlia, Irina. Nel 1904 Sergej fu ingaggiato per cinque mesi dal Teatro Bol’šoj di Mosca e si distinse anche come direttore d’opera. Per lo stesso teatro scrisse due lavori: Francesca da Rimini e Il cavaliere avaro che debuttarono nel gennaio 1906. Con la rappresentazione di Rusalka di Dargomyžskij Rachmaninov stupì il pubblico dirigendo in piedi di fronte all’orchestra e non più, come era sempre stato, seduto fra il palcoscenico e la fossa orchestrale.
Terminato l’impegno con il Bol’šoj, nel 1906 partì per una vacanza con la famiglia in Italia; visitò Firenze, rimanendo affascinato dal Giardino di Boboli, e successivamente si recò a Marina di Pisa; qui prese in affitto una villa dove si dedicò a un progetto, mai realizzato, per un’opera sul testo del romanzo di Gustave Flaubert, Salammbô. La vacanza fu però interrotta in anticipo perché Natalija e Irina si ammalarono e il compositore preferì rientrare in patria.
Avendo necessità di guadagnare il musicista accettò una serie di incarichi in Germania; si trasferì con la famiglia a Dresda e si recò per delle rappresentazioni a Lipsia. Nel frattempo si dedicava alla composizione di un’altra opera, Monna Vanna che dovette lasciare incompiuta perché, a insaputa di Rachmaninov e del suo librettista Slonov, i diritti del testo erano stati ceduti dall’autore a un altro compositore. Rientrato finalmente in Russia tornò nella tenuta di Ivanovka, luogo a lui più caro. Qui a giugno 1907 nacque la seconda figlia, Tatjana. Terminò quindi la seconda sinfonia, dedicata a Sergej Taneev, la cui prima esecuzione, avvenuta a San Pietroburgo sotto la direzione dello stesso compositore il 26 gennaio 1908, ebbe subito l’approvazione del pubblico e della critica. Subito dopo Rachmaninov ritornò a Dresda, città che era diventata la base per i suoi concerti in Europa. Interpretò le proprie composizioni a Varsavia e poi a Londra dove all’esecuzione del secondo concerto per pianoforte il Times dedicò parole di grande apprezzamento. Rientrato a Ivanovka il musicista si dedicò alla correzione della seconda sinfonia per la pubblicazione che avvenne nell’agosto 1908.
Nei primi tre mesi del 1909 scrisse la partitura di un poema sinfonico a cui pensava da tempo, L’isola dei morti, ispirato a una versione del quadro dallo stesso titolo del pittore simbolista Arnold Böcklin. La sua carriera come compositore era ormai giunta all’apice del successo sia in Russia che in Europa. Nel frattempo Rachmaninov aveva intavolato delle trattative per una tournée negli Stati Uniti e, essendo ormai celebre, poteva permettersi di porre le sue condizioni; per una serie di venticinque concerti richiese mille rubli a esecuzione. Avendo terminato il suo terzo concerto per pianoforte, lo scelse per il suo debutto a New York che ebbe luogo il 28 novembre 1909.
Il tour americano, coronato da grande successo, sarebbe durato circa tre mesi e doveva comprendere 26 concerti, diciannove come pianista e sette come direttore d’orchestra. Il 9 gennaio 1910 eseguì sue musiche al Metropolitan Opera House di New York. Il 16 gennaio 1910 Rachmaninov eseguì il suo nuovo concerto sotto la direzione di Gustav di cui egli riconobbe la grande serietà e meticolosità esecutiva.
La tournée si dimostrò però molto faticosa per il musicista che mal sopportava la pressione a cui era sottoposto da parte di chi organizzava i concerti, al punto di sentirsi spesso sminuito come individuo. Ricevette ancora molte offerte di lavoro, ma il disagio e la nostalgia della Russia ebbero il sopravvento ed il compositore decise di rientrare il più presto possibile nella terra natale. Gli anni che seguirono portarono nuovi sviluppi nel suo stile compositivo. Rientrato in Russia si dedicò soprattutto ai concerti e scrisse la Liturgia di San Giovanni Crisostomo. Nell’estate del 1910, con la morte del suocero, egli divenne proprietario di tutta la tenuta di Ivanovka.
Nel 1912 Rachmaninov con la famiglia si concesse una vacanza andando prima a Berlino, poi in Svizzera e infine a Roma dove affittò un appartamento in Piazza di Spagna; per giornate intere si dedicò alla composizione, iniziò la seconda sonata per pianoforte e la sinfonia corale Le campane, basata su un riadattamento del poeta simbolista Konstantin Dmitrievič Bal’mont della poesia omonima di Edgar Allan Poe, composizione che, come egli disse, era quella fra le proprie che amava di più; il suono delle campane di Roma aveva suscitato in lui ricordi d’infanzia quando ascoltava le campane di Novgorod mentre la nonna lo accompagnava alle funzioni.
Rientrato in patria nella primavera del 1913 il compositore di dedicò prevalentemente all’amministrazione della tenuta di Ivanovka, interessandosi anche di agricoltura. Terminò quindi la partitura de Le campane nel mese di aprile e riprese anche l’attività concertistica. Il compositore suo malgrado dovette subire numerosi attacchi da parte del critico Vjačeslav Karatigin che sosteneva la musica nazionale di Musorgskij e quella di Skrjabin e Stravinskij contro quella filo occidentale di Čajkovskij e, appunto, di Rachmaninov. Contro ogni aspettativa la prima esecuzione de Le campane il 30 novembre 1913 fu un successo, di pubblico e anche di critica.

Nel luglio del 1914 scoppiò la prima guerra mondiale; nell’agosto morì Ljadov e Rachmaninov diresse un concerto in suo onore. Il primo anno di guerra fu terribile per la Russia con innumerevoli morti al fronte; il mondo musicale perdette anche Skrjabin e poco dopo Taneev. Il compositore si spostò per un certo periodo a Kalila in Finlandia, in una residenza vicino alla casa di Ziloti, per poter scrivere più serenamente. Riprese in seguito i concerti in Russia, spesso interpretando musiche di Skrjabin e devolvendo gli incassi alla vedova del suo amico in difficoltà finanziarie. Fra il 1916 e il 1917 terminò a Mosca la partitura degli Études-Tableaux, Op. 39 per pianoforte.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Google Search
Video: Youtube

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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