Sergej Rachmaninov – Villa Senar la vecchiaia e la morte – 5

Pubblicato da Andrea Natile il

Villa Senar avrebbe sostituito nelle sue intenzioni la dacia di Ivanovka, dove era solito soggiornare in Russia. In Svizzera e la famiglia passarono ogni estate fino al 1939, e qui il compositore poteva trovare la giusta atmosfera per comporre. Egli amò molto questa nuova abitazione e si dedicò anche a seguire gli ultimi miglioramenti insieme agli operai e a curare il giardino. Comprò anche un motoscafo con cui si divertì moltissimo a percorrere le acque del lago di Lucerna. Dalla sua residenza svizzera compì anche numerosi viaggi a bordo della sua automobile alla volta di Parigi, dell’Italia o della Germania.
Ormai il musicista non sperava più di poter rientrare in patria e quando gli Stati Uniti riconobbero l’Unione Sovietica e il relativo governo nel novembre del 1933, in un’intervista per lo Evening Post, disse che egli si sentiva in tutto e per tutto un suddito dello zar e che la sua integrità di uomo e di musicista si poteva identificare solamente con quella che era la Russia del passato. Il risultato di queste affermazioni fu un boicottaggio da parte del governo sovietico riguardo a tutte le opere di Rachmaninov.
I costi sostenuti per la costruzione di Villa Senar obbligarono il compositore a intraprendere una nuova serie di concerti; egli si mostrava però sempre più affaticato e, oltre alla nevralgia alla tempia che lo affliggeva da anni, a una visita medica riscontrarono anche alcuni problemi cardiaci. Quando rientrò in Svizzera scrisse la sua Terza sinfonia che terminò il 6 giugno 1936. L’opera ebbe riscontri discordanti, la critica non lo riteneva più all’altezza delle sue precedenti composizioni; ormai, infatti, molti pensavano che Rachmaninov fosse un musicista troppo legato al passato anche se rimaneva immutata la grande considerazione per le sue esecuzioni pianistiche.
Quando nell’aprile 1938 seppe che Šaljapin si era ammalato in modo grave, Rachmaninov corse a Parigi per stare vicino all’amico e rimase al suo capezzale fino alla fine. L’evento ebbe ripercussioni notevoli sulle condizioni di salute, fisica e mentale, del musicista che soffriva già di un inizio di sclerosi e di problemi di vista.
La vecchiaia e la morte
Egli si esibì per l’ultima volta in Europa l’11 agosto 1939 a Lucerna per il Festival di Salisburgo che lì si era trasferito a causa dell’annessione dell’Austria alla Germania. A bordo dell’Aquitania il 23 agosto 1939 Rachmaninov con la moglie abbandonò definitivamente l’Europa e non rivide più neppure la figlia Tat’jana che viveva in Francia; l’altra figlia, Irina, e la nipote Sofja li avrebbero invece raggiunti di lì a poco in America. La famiglia si stabilì momentaneamente nei pressi di Huntington a Long Island; qui il musicista terminò nell’agosto del 1940 la partitura delle Danze sinfoniche portandone a compimento l’orchestrazione nel novembre successivo. Nonostante gli acciacchi Rachmaninov continuò la carriera concertistica, diradando soltanto un po’ i concerti fra loro
Al giungere delle notizie sull’avanzata delle truppe tedesche in Russia, il musicista organizzò molte iniziative in aiuto dei suoi compatrioti; a novembre destinò il ricavato di un suo recital alle vittime russe della guerra e spedì medicinali e aiuti per circa quattromila dollari. La famiglia Rachmaninov nel 1942 decise di trasferirsi per l’estate in California; a metà maggio giunsero a Beverly Hills prendendo alloggio in una grande villa con un salone con due pianoforti a coda che il musicista utilizzò spesso per suonare insieme all’amico Vladimir Horowitz. La California piacque talmente a Rachmaninov che decise di acquistare una casa, sempre a Beverly Hills, in Elm Drive. Ebbe occasione di frequentare Igor’ Stravinskij anch’egli residente in zona; durante cene conviviali i due compositori discussero cordialmente di argomenti musicali e, anche se Stravinskij non amò mai molto la musica del collega, fu sempre con lui in ottimi rapporti, ammirandolo come esecutore e affermando, con compiacimento, che era l’unico pianista che non facesse smorfie quando suonava.
Rachmaninov diede il suo ultimo concerto a New York il 18 dicembre 1942 eseguendo la Rapsodia con la direzione di Dimitri Mitropoulos. Verso il mese di gennaio 1943 le sue condizioni di salute peggiorarono sensibilmente; la tosse ostinata e la perdita di peso erano segnali del carcinoma del polmone che gli venne infine diagnosticato. Nonostante tutto non volle rinunciare a dare concerti a Chicago, a Louisville e a Knoxville dove il 17 febbraio fece la sua ultima apparizione concertistica. Sempre più debole, dopo un viaggio estenuante, giunse a Los Angeles dove fu ricoverato in clinica, assistito dalla moglie e da Fedja Šaljapin, figlio del suo caro amico. Dopo un periodo di osservazione gli fu consentito di tornare nella sua abitazione. A metà marzo il suo medico personale Alexandr Golizin gli riscontrò anche una serie di melanomi. Il 28 marzo 1943 si spense nella sua casa di Beverly Hills, in California, mentre il mondo viveva in pieno la tragedia della Seconda guerra mondiale. Durante il periodo trascorso a Villa Senar egli aveva espresso il desiderio di esservi un giorno sepolto, ma la situazione bellica non lo consentì e venne trasportato sulla costa orientale. Rachmaninov riposa attualmente al Kensico Cemetery di Valhalla, nello stato di New York, dove fu inumato il 1º giugno.
Il 1º febbraio 1943, due mesi prima di morire, Rachmaninov e la moglie Natalija erano diventati cittadini americani con una cerimonia pubblica a New York.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Google Search
Video: Youtube

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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