Dmítrij Šostakóvič – La morte di Stalin – 4

Pubblicato da Andrea Natile il

Il 5 marzo 1953 Iosif Stalin morì. L’omaggio, per così dire, di Šostakovič alla memoria del dittatore è la Decima sinfonia: con delle sonorità terribili e spietate, come infatti il compositore russo descrisse Stalin stesso. Il figlio Maksim, in un’intervista, dichiarò che il secondo movimento dell’opera, Allegro, descrive il “ritratto del volto spaventevole di Stalin”. Dopo l’esecuzione dell’opera, sotto la guida del solito Mravinskij, il successo fu clamoroso. All’estero l’opera venne eseguita a Londra, Parigi, Lipsia, New York, Tokyo, Vienna, Basilea, Zurigo, Milano e Atene. Gli verrà conferito il titolo di Artista del popolo e, nel 1956 (in occasione del suo compleanno), l’Ordine di Lenin.
Ebbero finalmente luogo le prime del Quarto e Quinto quartetto, nel 1953, e dell’Ouverture festiva, op. 96. Šostakovič si dedicò inoltre alla composizione del Concertino per due pianoforti, op. 94, e, nel 1954, Il canto dei grandi fiumi-Unità, Cinque romanze (Canti dei nostri giorni), op. 98, e Furono baci.
Questo felice periodo fu però guastato dalla morte della moglie, Nina Vasil’evna, morta di cancro, e della madre, Sof’ja Vasil’evna. Nonostante ciò, il maestro continuò a comporre: Dalla poesia popolare ebraica e il Concerto per violino n. 1, eseguito dall’amico David Ojstrach e diretto da Mravinskij. L’opera, che ebbe inizialmente poco successo, venne eseguita in America, dove avrà un successo eccezionale. L’unica opera composta nel 1955 fu la colonna sonora de Il tafano.
Venne nominato membro corrispondente dell’Accademia delle arti della Repubblica Democratica Tedesca e, il 15 gennaio 1956, membro onorario dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: sarà l’unica volta che il grande compositore sovietico verrà in Italia. Nel 1956 Nikita Chruščёv, nuova guida russa, denunciò i crimini del predecessore: si aprì una nuova era per l’arte russa, che si vide togliere di dosso il peso della censura del regime. Šostakovič allora attaccò duramente Stalin, con alcuni articoli, pubblicati anche sulla Pravda, l’idea di Formalismo e la povertà di ideali della musica prodotta allora.
Nel 1956 Šostakovič si sposò con Margarita Andreevna Kainova. Il matrimonio, improvviso, sarebbe durato poco tempo: infatti nel 1959 divorziarono. Nel 1956, per i suoi cinquanta anni, diversi concerti gli vennero dedicati in tutta la Russia, specialmente nella sua Leningrado, e Chruščёv lo decorò con l’Ordine di Lenin. Le composizioni di quest’anno furono il Sesto quartetto, op. 101, le musiche del film Il primo contingente, (la suite ha numero d’opera 99a), Due canti e i cinque Canti spagnoli, op. 100.
Il Partito e i riconoscimenti internazionali
Mentre Chruscev iniziava il processo di destalinizzazione e di distruzione del culto della personalità, Šostakovič venne eletto Segretario della Lega dei Compositori: manterrà la carica fino al 1968. Nello stesso anno, il 1957, compose l’Undicesima sinfonia – L’anno 1905, dedicata alla prima Rivoluzione russa. Questo lavoro è il primo in cui Šostakovič diede titolo ai diversi movimenti (era accaduto in passato, con la Settima: i diversi titoli erano La guerra, Il ricordo, Gli spazi sconfinati della patria, La vittoria. Il compositore decise però di eliminarli prima dell’esecuzione), identificandoli con avvenimenti precisi accaduti nella ribellione. Stranamente, quando il diktat dell'”intitolazione dei movimenti” era ormai svanito, Dmitrij ne fece uso per la prima volta. L’opera riceverà il Premio Lenin.
In occasione del diploma del figlio Maksim, Šostakovič, in una quasi inedita versione di “padre affettuoso”, compose il Concerto n. 2 per pianoforte, op. 102. Lo dirigerà e suonerà un anno dopo anche Leonard Bernstein a New York. Altre composizioni del periodo sono le Undici variazioni su tema di Glinka, in collaborazione con Šebalin, Kabalevskij, Kapp, Levitin, Ščedrin e Sviridov, e Due adattamenti di canti popolari russi, op. 104. Iniziò anche a lavorare ad un’operetta: Moskva, Čerëmuški.
Diversi sono i riconoscimenti che Dmitrij ricevette in questo periodo: Cavaliere delle Arti e delle Lettere (Francia), il primo straniero a ricevere questo titolo; socio onorario dell’Accademia musicale della corona inglese; l’alto dottorato dell’Università di Oxford; il premio internazionale Jan Sibelius (Finlandia); divenne Presidente onorario della società Austria-URSS. Nel 1958 iniziarono anche i suoi problemi fisici: comparvero i primi sintomi di quella paralisi che finirà per impedirgli l’uso della mano destra. Ciò provocherà la fine dell’attività pianistica di Dmitrij; in occasione del matrimonio del figlio, si fratturò una gamba. Continuerà a zoppicare per il resto della vita, soprattutto dopo la seconda rottura della stessa gamba nove anni più tardi.
Nel 1959 compone il Concerto n. 1 per violoncello (solista della prima esecuzione sarà il dedicatario stesso, Mstislav Rostropovič, e direttore il solito Mravinskij) e una nuova versione dell’opera Chovanščina di Musorgskij, ancora oggi preferita all’originale. L’opera otterrà un enorme successo. L’anno successivo in Occidente ripresero le rappresentazioni della Lady Macbeth: furono molti i critici che giudicarono l’opera volgare e senza scrupoli; in Italia furono molte le polemiche in seguito ad una sua rappresentazione a Venezia: dopo la prima esecuzione il soprano si vergognò di comparire nuovamente in camicia da notte nella scena del rapporto e del bacio con il tenore (Sergej): la scena aveva scandalizzato tutti, dal patriarca della città ad Andreotti; alla seconda rappresentazione, la scena venne eseguita con il sipario chiuso.
Nel 1960 Šostakovič entrò nel Partito Comunista, segno evidente della fiducia del musicista verso il nuovo corso post-Stalin. Compose molte opere: il Settimo quartetto, op. 108, che dedicò alla memoria della prima moglie Nina; le Satire, op. 109; la colonna sonora per Cinque giorni, cinque notti, op. 111, composta in Germania Est; l’Ottavo quartetto, op. 110, una delle sue opere più tristi, dedicato alle vittime del fascismo e della guerra. Esso contiene diverse citazioni, dalla Prima sinfonia, dal Trio n. 2 (la danza dei nazisti sui cadaveri degli ebrei del quarto movimento) e dalla Lady Macbeth. Comparve anche il suo nome – motto musicale, ovvero le note Re – Mi bemolle – Do – Si. Del quartetto, Rudol’f Baršaj farà una trascrizione per orchestra, chiamata Sinfonia da camera, op. 110a. Anche la composizione de I rintocchi di Novorossijsky – La fiamma della gloria eterna, in memoria dei caduti della Grande Guerra Patriottica, è dello stesso anno. La melodia era udibile ogni ora dalla torre dell’orologio della città.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Selezionate da Google
Video: Youtube

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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