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Pareva avessi chiuso gli occhi
nella navicella delle reliquie
come le vergini sante
invece lo cerchi il tuo capitano
col culo sodo e tondo
la giubba blu, a segnare i fianchi
non stacchi gli occhi
che si fanno mani
e bocca e lingua
all’incrocio delle gambe
ben salde sul timone
ti attira la barra a dritta
che del tuo mare calmo farà tempesta.

Che fai, indugi?
la voglia è gorgo, è mal di mare
non c’è il sopra e il sotto
senza gravità nel gorgo
respira lungo, dai
piega il dorso
cerca sui suoi fianchi i segni
verdi, di alghe e muscoli, in movimento
stantuffi di quella bestia-macchina a vapore
bastimento
che ti travolge nero
di carbone ardente.

Ti volta, e ti rivolta
il vento sul mare, urla
il sesso si fa montando l’onda
senza imbarazzo
col corpo che sussulta
e sbatte a dritta e a manca i sensi
quello di colpa
strozzato in gola, schiaccialo al fondo
affoga di piacere il mea culpa

gorgoglia
con l’ultimo tuo fiato
il gloria.


Franco A. Canavesio – 25 novembre 2014

Categorie: Poesia

Andrea

Nato in un piccolo paese del SUD Casarano, ho studiato e lavoro in una bella città del NORD Firenze. Ho girato un poco il mondo, non quanto avrei voluto, ora vivo nella TERRA DI MEZZO., un po’ in una casa in città, un po’ in una casa al mare; un po’ qui in una casa virtuale, un po’ la dove mi porta il cuore.

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