Dmítrij Šostakóvič – Anni Trenta, la Quinta Sinfonia – 2

Pubblicato da Andrea Natile il

I primi anni Trenta
Nel 1932 al compositore venne commissionata la musica per il film Genu in Pilae, distrutto in seguito per ordine di Stalin. Il musicista, che aveva ottenuto un grande successo praticamente solo con la Prima sinfonia, non poté far altro che accostarsi a quelle che erano le idee e le linee guida stabilite dal regime, componendo musiche di carattere encomiastico e trionfale. Nel 1932 iniziò, infatti, la composizione di una sinfonia, che rimase però incompiuta, intitolata Da Karl Marx ai nostri giorni, per coro, soli ed orchestra. Doveva essere un lavoro basato sulla vita del filosofo e di Feuerbach.
Successivamente, nell’aprile del 1932, il Partito decise di formare la Lega dei Compositori Sovietici: i futuri brani musicali avrebbero dovuto contenere canti popolari, inni e finali trionfanti. Šostakovič, eletto presidente della sezione di Leningrado, si salvò dalle censure grazie al fatto che compose musiche per film (la produzione di colonne sonore era infatti allineata con l’esaltazione della patria, tanto voluta dal regime stalinista). Il compositore dovette tenere “segreta” la produzione cameristica. A questo periodo risalgono le Sei romanze su parole di poeti giapponesi, op. 21, che verranno eseguite solamente nel 1966.
Nel maggio del 1932 sposò Nina Vasil’evna Varzar. Da questo matrimonio nasceranno due figli, Galina (1936) e Maksim (1938), che divenne direttore d’orchestra. Nel 1934 completò anche la Lady Macbeth, opera che dedicò alla moglie; l’anno successivo compose i Ventiquattro preludi, op. 34, e il Concerto n. 1 in Do min. per Pianoforte, tromba e orchestra, op. 35. Pensò inoltre ad una nuova opera, Il grande Fulmine, un Madrigale per il nuovo anno, e compose anche delle musiche per la pièce teatrale La commedia umana, op. 37, per il Teatro Bachtangov di .
Nel 1934 la Lady Macbeth, sua seconda opera, era completa: per l’onore della première si erano proposti il Malyj di Leningrado e il Nemirovič di Mosca. Šostakovič la concesse a entrambi e l’opera venne rappresentata il 22 e il 24 gennaio 1934. Gli spettacoli furono presentati con diversi titoli (nella capitale il titolo era Katerina Izmajlova). L’opera ottenne uno strepitoso successo, la critica fu entusiasta: basti pensare che l’opera fu replicata, nei primi due anni, ottantatré volte a Leningrado e novantasette volte a Mosca; successivamente fu rappresentata a Londra, Praga, Lubiana, Cleveland, Copenaghen. Ricevette inoltre i complimenti di Rodziński, Aram Chačaturjan, Arturo Toscanini e del compositore Benjamin Britten. Prendono vita in questo periodo la Suite per orchestra jazz n. 1, le musiche per il film Amore e odio, la Sonata per Violoncello e Pianoforte, op. 40. Aiuta inoltre Ivan Dzerzinskij nella stesura de Il placido Don.
La prima condanna
Il 1º dicembre 1934 fu ucciso Kirov, il responsabile del Partito dei compositori. Gli succedette Andrej Ždanov, che iniziò una campagna di irrigidimento della produzione artistica. Nel 1935 intanto la Lady Macbeth continuò a ottenere successi: venne rappresentata a New York, Filadelfia, Buenos Aires, Praga, Bratislava e Stoccolma. Šostakovič intanto componeva un terzo balletto, Il rivo chiaro, op. 39, una nuova colonna sonora per il film La giovinezza di Maksim (op. 41, il primo di una trilogia) della coppia Trauberg-Kozincev e Amiche (op. 41a), di Arnštam, oltre che il cartone animato Il racconto del pope e del suo servo Balda. Inoltre sono dello stesso anno i Cinque frammenti, op. 42, dei brani avanguardistici che servirono al compositore da prova per quello che è uno dei suoi più grandi lavori: la Quarta sinfonia.
Quando la Lady Macbeth venne presentata anche al Bol’šoj, Stalin presenziò a una rappresentazione (probabilmente il 28 gennaio 1936; altre fonti anticipano la data di un mese); alcuni raccontano che abbia abbandonato la sala al primo intervallo, dopo la scena di sesso tra Sergej e Katerina; altri che rimase fino alla fine sghignazzando con i suoi accompagnatori, ma è certo che non abbia invitato il compositore nel suo palco, come era sua abitudine per commentare l’opera ed elargire “consigli”. Il 28 gennaio 1936, sulla Pravda apparve un articolo anonimo intitolato Caos invece di musica, che stroncava l’opera, definendola caotica, apolitica, pervertita. La denuncia, inaspettata visto il successo che l’opera aveva avuto, provocò la cancellazione del lavoro dai programmi sia a Mosca sia a Leningrado.
Pochi giorni dopo, il giornale pubblicò anche articoli contro Il rivo chiaro; composizioni come il Concerto per piano e i Preludi furono stroncate nei dibattiti della Lega dei Compositori a Leningrado e a Mosca. Per mantenere il loro prestigio, Sollertinskij e Asaf’ev non contraddissero la posizione del regime. Dalla testimonianza di Ervin Sinkó sembra che Šostakovič, a questo punto, avrebbe voluto togliersi la vita, ma Stalin stesso, in un incontro col compositore, minimizzò le accuse degli articoli, e consigliò a Mitja di approfondire di più le canzoni popolari.
La risposta di Šostakovič: la Quinta sinfonia
Il compositore finì, nell’aprile 1936, la Quarta sinfonia, op. 43. La fece sentire a una ristretta cerchia di persone, tra le quali Ivan Sollertinskij e Otto Klemperer. La sinfonia, che doveva essere eseguita a novembre, venne però ritirata all’ultimo momento da Šostakovič. Solamente venticinque anni dopo questa monumentale opera venne rappresentata. Altre opere di questo anno sono le musiche per lo spettacolo Salve, Spagna! e le Quattro romanze su versi di Puškin, op. 46.
Si moltiplicavano intanto gli omicidi ordinati dal regime. Molti cari amici di Mitja persero la vita: il maresciallo Tuchačevskij, il già citato Mejerchol’d e il musicologo Žiljaev. Insieme a loro vennero uccise anche le rispettive famiglie. Nel 1937 fu nominato professore di Composizione al Conservatorio di Leningrado. Compose anche la sua Quinta sinfonia, op. 47. Scritta tra l’aprile e il luglio (l’Adagio in soli tre giorni), venne eseguita a novembre, sotto la direzione di Evgenij Mravinskij (che diresse molte altre première del musicista).
La sinfonia venne presentata come la “Risposta ad una giusta critica” e si dice che l’opera venne accolta con una grandissima commozione e un entusiasmo generale. Tra i diversi movimenti della sinfonia, il quarto venne definito dai critici una “forzatura trionfale-ottimistica” e “una volontà di vendetta da parte del compositore”.
Šostakovič tornò quindi sugli allori: la sinfonia fu eseguita a Tbilisi, Char’kov e Rostov, la partitura fu richiesta da Klemperer e Toscanini e venne registrata da Rodziński. Šostakovič componeva intanto le musiche per i film Il ritorno di Maksim (op. 45, seconda parte della trilogia di Maksim), I giorni di Volocaevskij (op. 48), Il distretto di Viborg (op. 50), Amici (op. 51), Il grande cittadino (op. 52) e L’uomo col fucile (op. 53); scrisse un’altra opera, Le dodici sedie, basata su scritti di Evgenij Petrovič Petrov e Il’ja Arnol’dovič Il’f; compose, infine, la Seconda suite per orchestra jazz e il Primo quartetto.
Nel 1938 Šostakovič diventò professore ordinario a Leningrado e un articolo parla di una sua Sinfonia dedicata a Lenin. Rimasta incompleta, gli schizzi della sinfonia andranno a far parte della Sesta. La nuova sinfonia sarà eseguita da Mravinskij nel 1939. Se ci si aspettava una titanica, monumentale sinfonia per Lenin, Šostakovič compose invece una scherzosa melodia messicana, con autocitazioni dalla Lady Macbeth e frammenti di Mozart, Rossini e Verdi. L’opera venne accolta con curiosità e, ovviamente, accusata di formalismo.
Nel 1939 il Kirov di Leningrado incaricò Šostakovič di fare una nuova strumentazione per il Boris Godunov. Dell’anno successivo sono invece i Tre pezzi per violino (forse ritirati dall’autore), l’orchestrazione del Vergnügungszug di Johann Strauss, le musiche per i film Le avventure di Korzinka (op. 58), Il grande cittadino – II Parte (op. 55), Lo stupido topolino (op. 56, film mai realizzato). Nel 1940 scrisse il Quintetto per Pianoforte, opera per la quale riceverà il Premio Stalin l’anno successivo. Al 1940 risalgono anche il progetto per l’opera Katjuša Maslova e la composizione delle musiche per la messa in scena del Re Lear di Shakespeare. Šostakovič divenne intanto Presidente della Lega dei Compositori Sovietici.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Selezionate da Google
Video: Youtube

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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