Igor Stravinsky – Vita in Francia – 3

Pubblicato da Andrea Natile il

Dopo la prima di Pulcinella Stravinskij lasciò definitivamente la Svizzera per stabilirsi in Francia, soggiornando inizialmente in Bretagna a Carantec. Questo avvenimento segnò notevolmente la sua vita e la sua attività, aprendo un nuovo periodo più vasto per conoscenhttps://youtu.be/ShIYpjSYoZIze, viaggi e interessi e portandolo anche a essere interprete delle proprie composizioni in molti Il musicista mostrava un inesauribile desiderio di imparare ed esplorare l’arte e la letteratura ed era sempre disponibile a lavorare con artisti e musicisti; questo desiderio si manifestò in molte delle sue collaborazioni parigine. gli propose di realizzare un nuovo balletto su musiche di Pergolesi; per realizzarlo Stravinskij collaborò con Pablo Picasso per l’allestimento delle scene e per i costumi; la nuova opera, Pulcinella, terminata nel 1920, segnò l’inizio del suo periodo neoclassico.
Relativamente alto di statura, ma non certo un bell’uomo secondo le convenzioni comuni, Stravinskij era tuttavia molto fotogenico, come dimostrano numerose sue fotografie; era indubbiamente un “uomo di mondo” ed avendo innumerevoli conoscenze si chiacchierò molto su sue presunte avventure con donne della buona società, tra cui anche Coco Chanel. Stravinskij era però molto legato alla famiglia e devolveva gran parte del suo tempo e delle sue entrate alla moglie e ai figli. Il musicista rimase sposato con Katerina fino al 1939 quando lei morì di tubercolosi, ma il legame sentimentale più significativo fu quello con la seconda moglie Vera de Bosset con la quale intrecciò una relazione già durante il primo matrimonio. Quando Stravinskij e Vera si conobbero, nei primi anni venti, lei era sposata con il pittore e scenografo Serge Sudeikin; la loro relazione divenne ben presto seria e Vera decise di abbandonare il marito. Quando Katerina ne venne a conoscenza accettò la cosa come un fatto inevitabile. Dopo la sua morte, i due si sposarono a New York nel 1940.
Nell’inverno del 1920 si trasferì con la famiglia a Garches dove terminò l’anno seguente le Sinfonie di strumenti a fiato scritte in memoria di . Nell’estate del 1921 soggiornò per diverse settimane a Londra dove fu rappresentata La sagra della primavera; qui con Djagilev progettò un nuovo lavoro basato su una novella di Puškin che sarà l’opera buffa Mavra, ultima composizione di ispirazione russa del musicista. Alla fine dell’estate 1921 Stravinskij si trasferì di nuovo spostandosi ad Anglet presso Biarritz; durante l’inverno lavorò ancora a Mavra e fece diversi viaggi a Parigi per impegni presi con la casa musicale Pleyel e a Montecarlo dove si stavano facendo le prove di un altro suo balletto, Renard. Nel 1923 vi fu la prima rappresentazione de Les noces, opera a cui lavorava già da alcuni anni. Il clima oceanico di Biarritz non piaceva molto a Stravinskij e per questo motivo egli decise di spostarsi ancora, a Nizza, nell’autunno del 1924.
Il 1925 fu l’anno del primo viaggio del negli Stati uniti dove rimase due mesi per una serie di concerti. Rientrato in Francia compose tra il 1926 e il 1927 l’opera-oratorio Oedipus Rex, collaborando per il testo con Jean Cocteau.
Viaggiando moltissimo, Stravinskij divenne presto un cosmopolita, rivelando un notevole istinto per le questioni di lavoro e dimostrando di sentirsi a proprio agio e rilassato in molte grandi città. Parigi, Venezia, Berlino, Londra e New York: tutte ospitarono sue apparizioni con successo, sia come pianista che come direttore d’orchestra. La maggior parte delle persone che lo conoscevano per via delle sue performance pubbliche ne parlava come di una persona cortese, gentile e servizievole. Otto Klemperer, che conosceva bene anche Schoenberg, diceva di aver sempre trovato Stravinskij molto più cooperativo e più facile da trattare. Il gusto di Stravinskij in campo letterario era ampio e rifletteva il suo costante desiderio di nuove scoperte. I testi e le fonti per il suo lavoro partirono da un iniziale interesse nel folklore russo, attraversarono gli autori classici e la liturgia latina, per fermarsi alla Francia contemporanea (André Gide, con Perséphone), alla letteratura inglese: Auden, Thomas Stearns Eliot, la poesia medievale e anche alle opere di Shakespeare.
Nel periodo fra le due guerre la sua attività fu molto intensa. Nel 1928 terminò la stesura di un balletto neoclassico, Apollon Musagète che fu realizzato con la coreografia di George Balanchine. Nel 1930 compose la Symphonie de Psaumes, una delle sue opere più conosciute. Dopo tre anni passati a Voreppe nell’Isère, si stabilì definitivamente a Parigi nel 1934 e acquisì la cittadinanza francese. In questo periodo scrisse Perséphone (1934), Jeu de cartes (1936), il Concerto in mi bemolle “Dumbarton Oaks” (1938). Gli anni fra il 1938 e il 1939 furono i più bui per il compositore: vennero infatti a mancare, a breve distanza l’una dall’altra, la figlia Ludmila, la madre, la moglie; la figlia Mika passò molto tempo in sanatorio ed egli stesso fu a lungo ricoverato sempre per tubercolosi.[3] Le sue composizioni però non risentirono di queste vicende; le implicazioni emotive delle sue esperienze umane non influenzarono mai la sua musica, infatti l’aspetto sentimentale non ha mai fatto parte della sua concezione dell’arte.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Google Search
Video: Youtube

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

Lascia un commento