Igor Stravinsky – L’uccello di fuoco – 2

Pubblicato da Andrea Natile il

  Stravinskij nacque a Oranienbaum (oggi Lomonosov), nelle vicinanze di San Pietroburgo, in Russia, il 17 giugno 1882. La sua infanzia, dominata da un padre autoritario, fu la cosa più lontana dall’artista cosmopolita che sarebbe poi divenuto. Terzo di quattro figli, ebbe sempre rapporti difficili in famiglia.
Anche se il padre, Fëdor Ignat’evič Stravinskij, era un celebre basso del Teatro Mariinskij, il giovane Igor non si dedicò alla musica fino ai nove anni quando intraprese lo studio del pianoforte; i suoi progressi furono rapidi, iniziò presto ad improvvisare e a leggere spartiti d’opera. Dopo il liceo fu indirizzato a studi di giurisprudenza a cui si dedicò senza convinzione, laureandosi tuttavia nel 1905; continuò comunque per proprio conto gli studi di armonia e contrappunto e di pianoforte con Madame Khachperova, che era stata alunna di Anton Rubinstein. All’università conobbe il figlio di Nikolaj Rimskij-, Vladimir, che divenne suo buon amico e che, nel 1902, gli fece conoscere il padre. Rimskij lo accolse inizialmente con riserva e gli sconsigliò di iscriversi al Conservatorio; in seguito, però, accettò di dargli lezioni private e lo prese come allievo. Il legame fra Stravinskij e il suo maestro durò fino alla morte di quest’ultimo nel 1908 e fu sempre caratterizzato da un grande affetto reciproco, anche se Stravinskij stesso ammise di ritenerlo piuttosto superficiale sia come uomo che come musicista. Stravinskij si considerò sempre autodidatta in qualità di ; pur avendo avuto insegnamenti preziosi sull’armonia e sull’orchestrazione, non ritenne mai Rimskij-Korsakov all’altezza in materia di composizione.
In giovane età, il 23 gennaio 1906, sposò la cugina Katerina Nossenko, che frequentava sin dall’infanzia. I due ebbero quattro figli, Fëdor (detto Theodore) nel 1907, Ludmila nel 1908, Svjatoslav (detto Soulima) nel 1910 e Marija Milena (detta Mika) nel 1914. Ludmila morì di tubercolosi giovane, nel 1938 a 30 anni. La tradizione artistica della famiglia proseguì con i due figli maschi (Theodore sarà pittore principalmente attivo in Svizzera, mentre invece Soulima sarà un musicista che comunque non avrà la fama del padre).
L’incontro con e i primi successi
I suoi primi studi ebbero come risultato la Sinfonia in mi bemolle nel 1907, opera convenzionale che presenta ancora molte influenze della musica dì Rimskij Korsakov, e la suite di canzoni Le faune et la bergère dedicata alla moglie.
Seguirono due lavori sinfonici, Feu d’artifice e lo Scherzo fantastique, entrambi del 1908; queste ultime opere attirarono l’attenzione di Sergej Djagilev che le ascoltò ai Concerti Ziloti il 6 febbraio 1909 a San Pietroburgo. Alla morte del maestro, Stravinskij, sinceramente addolorato, compose in sua memoria un Canto funebre per coro e orchestra. Nel 1909 Djagilev gli commissionò l’orchestrazione di due brani di Chopin per il suo balletto Les Sylphides, ma subito dopo gli chiese la composizione di un balletto originale, L’uccello di fuoco, tratto da una fiaba russa. Il compositore, che aveva già iniziato la stesura di un’opera, Le rossignol, mise da parte questo lavoro e si dedicò alla scrittura del balletto che terminò nel maggio 1910. Stravinskij nel mese di giugno lasciò la Russia per recarsi a Parigi per la prima rappresentazione della sua opera realizzata dai Balletti russi di Sergej Djagilev e con la coreografia di Michail Fokin. Il successo fu notevole e Stravinskij divenne subito celebre ponendosi all’attenzione della vita musicale europea; fu in questa occasione che conobbe Claude con cui rimase sempre amico fino alla scomparsa del compositore francese avvenuta nel 1918.
Il musicista si trasferì in Svizzera con la famiglia e l’anno seguente, con Petruška, realizzato ancora per Djagilev, compose un’opera in cui le sue caratteristiche musicali si delinearono nettamente. Sarà però con La sagra della primavera che il musicista si porrà all’attenzione mondiale: la sua prima, il 29 maggio 1913 (coreografia di Vaclav Nižinskij), resterà famosa come La battaglia del Sacre, ottenendo un successo clamoroso tra liti furibonde, insulti, denigrazioni ed entusiasmo delle avanguardie. Nel 1914 Stravinskij fece l’ultimo viaggio in Russia, dopo di che, a causa dello scoppio della guerra e successiva Rivoluzione d’ottobre, fu costretto a stabilirsi in Svizzera, lasciando tutti i suoi beni in patria, e ad affrontare notevoli difficoltà economiche. In questo difficile periodo fu aiutato da amici, in seguito riuscì poi ad attirare i committenti e molte delle sue opere furono da allora scritte per occasioni specifiche e generosamente retribuite.
Dopo la Sagra Stravinskij abbandonò le composizioni scritte per grandi compagini orchestrali e realizzò opere per un numero ristretto di esecutori; questo era dovuto sia al fatto che con la guerra l’attività dei Balletti russi si era interrotta, sia perché gli scarsissimi mezzi finanziari non permettevano grosse realizzazioni.
Con due amici, lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz e il direttore d’orchestra Ernest Ansermet, realizzò allora uno spettacolo ambulante, un piccolo teatro da spostare di paese in paese; nacque così l’Histoire du soldat nel 1918. Il progetto di girare attraverso la Svizzera con lo spettacolo fu però bruscamente interrotto dall’epidemia di influenza spagnola che colpì Stravinskij e gran parte dei suoi amici e collaboratori. Una volta guarito, durante un viaggio a Parigi, il musicista riprese i contatti con Djagilev che si adoperò per farlo di nuovo collaborare con i Balletti russi.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Google Search
Video: Youtube

Andrea Natile

 


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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