Mi capita, per gran parte della giornata, di ascoltare storie di vita, narrazioni incredibili e dolorose, misteriose e allucinanti, appassionate e reticenti…
Mi piace ascoltare le storie, come da ragazzino mi piaceva leggere i romanzi che mio padre collezionava nella grande libreria del suo studio.In ogni romanzo vi sono momenti in cui i protagonisti prendono “fischi per fiaschi”, vengono ingannati dall’apparenza o catturati da equivoci ed incomprensioni. Spesso, come nelle grandi tragedie, qualcuno costruisce trappole di senso, dissemi na ostacoli lungo i percorsi, spinge verso labirinti da cui è estremamente difficile uscire.
Gli amanti si lasciano per un’incomprensione e si ritrovano, dopo molti anni, grazie ai giochi del caso ed allora, solo allora, ci si racconta la storia e si svelano i motivi della loro lontananza.
In altri casi tutto è estremamente chiaro, la realtà è sotto gli occhi dei protagonisti, che pure non vogliono accettarla, non possono credere all’evidenza.
La realtà soggettiva supera quella oggettiva e la donna innamorata continua a svegliarsi ogni mattina pensando con amore all’uomo che ha distrutto la sua vita.
“Come posso fare a liberare la mia mente dall’uomo che amo?”
La “passione” è anche un percorso di sofferenza in cui tutto è confuso, tutto è particolarmente “sconvolgente”.
La vita vera è troppo spesso più incredibile di un romanzo, e per vita vera intendo quella che i mariti difficilmente raccontano alle mogli, quella che quasi mai le mogli raccontano ai mariti,
quella che troppo volte gli esseri umani negano persino a se stessi.

Vincenzo Ampolo


Andrea

Nato in un piccolo paese del SUD Casarano, ho studiato e lavoro in una bella città del NORD Firenze. Ho girato un poco il mondo, non quanto avrei voluto, ora vivo nella TERRA DI MEZZO., un po’ in una casa in città, un po’ in una casa al mare; un po’ qui in una casa virtuale, un po’ la dove mi porta il cuore.

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