VOCI DELL’ANIMA – Saper vedere

Pubblicato da Andrea Natile il

 

“In questa situazione, camuffando le nostre paure in teorie , le nostre angoscie in presunzione, ci dimentichiamo di imparare a  vedere . I bambini invece, come Juan, il vecchio stregone indio, hanno capito che imparare a  vedere  è imparare a   potere  “.

Donata Fabbri Montesano,

Ognuno di noi ha una visione della realtà, una sua visione del tutto particolare e limitata.
La singola visione della realtà si nutre, in particolare, della nostra biografia, delle nostre passioni e delle nostre paure .
Si possono cogliere particolari minimi solo se quei particolari rientrano nella sfera dei nostri interessi, delle nostre conoscenze o delle nostre fobie.
Un falegname, entrando in una stanza, guarderà i mobili e gli infissi di legno. Si chiederà e si risponderà sul tipo di legno  che è stato impiegato e darà un giudizio sulla qualità del lavoro che è stato fatto per costruirli.
Inoltre valuterà lo “stato di salute” dei mobili e degli infissi e la necessità eventuale di un’opera di manutenzione o di restauro.
In base alla “ricchezza” dei materiali ed alla qualità del lavoro, il falegname potrà dare un giudizio sulla solidità economica del proprietario, sul suo gusto estetico etc. etc.
Mettiamo ora il caso che nella stessa stanza entri una persona ansiosa e con problemi fobici.
La persona in questione si guarderà intorno per vedere se esistono uscite di emergenza.
Comincerà subito dopo a guardare l’altezza  e la larghezza della stanza, si accorgerà di eventuali macchie sui muri o crepe sul soffitto,  cercherà le  finestre e le prese d’aria disponibili.
Se lasciata sola o libera di farlo, si avvicinerà ad una finestra, l’aprirà e valuterà l’altezza del palazzo dal punto in cui è posta la finestra.
Guarderà poi se la stanza è pulita, se c’è polvere o odore di fumo, arriverà a considerare se è il caso di sedersi o se nell’imbottitura delle sedie potrebbe annidarsi un esercito di microscopici animaletti pronti ad aggredirla e via dicendo.
E ancora un altro visitatore, uno studioso d’arte per esempio. Possiamo pensare che probabilmente guarderà l’appartamento, i quadri ed i mobili, per valutarne il valore, l’importanza e l’interesse artistico e culturale.
Cercherà rari ed ammirerà qualsiasi oggetto, in forma di grande scultura o di piccolo soprammobile, purchè riesca a scorgere un qualche interesse artistico.
La mancanza di ciò che cerca lo potrebbe rendere indifferente o addirittura insofferente all’ambiente.
Nella stessa stanza, due amanti cercheranno un posto sul quale adagiarsi per consumare ed appagare il loro desiderio.
Cercheranno l’interruttore per abbassare le luci, la porta del bagno, e qualcosa da bere o da mangiare una volta terminato l’incontro amoroso.
Per tutti questi ed altri visitatori quella stanza potrebbe ricordare altre case vissute o desiderate, avere il fascino e la nostalgia del ricordo, potrebbe stimolare, intristire, intrigare, incuriosire, evocare fantasmi, suggerire nuove modalità di vita, nuove emozioni.
La medesima stanza viene così vissuta, indossata o rifiutata, giudicata povera, ricca, graziosa o eccessiva a secondo dei bisogni o del gusto di ogni singolo visitatore.
E lo scrittore, mi domanderete?
Lo scrittore dovrebbe vedere con gli occhi di ciascun personaggio e quindi essere il falegname, la donna fobica, lo studioso d’arte, gli amanti e inoltre l’imbianchino, la vecchia proprietaria, il portinaio, il musicista, l’adolescente, l’uomo venuto dalla campagna… e soprattutto il bimbo curioso che guarda il mondo per la prima volta, e il suo mondo è quell’unica stanza, l’unica nella quale ha possibilità di accesso, di movimento, l’unico mondo da esplorare e dal quale imparare a vivere.

  V. Ampolo


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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