Impressionismo in Italia, i Macchiaioli

Pubblicato da Andrea Natile il

Immagine correlataLa situazione italiana è in questo periodo post-unitario difficile e lenta nello sviluppo della nuova corrente artistica francese. Per questo motivo molti pittori italiani furono affascinati dal nuovo stile e dall’apertura del pensiero parigino, in cui riscontrano una modernità introvabile nella loro patria.

Risultati immagini per macchiaioliNondimeno il lavoro di come Sernesi, Cabianca, Borrani e poi Fattori degli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento, in contemporanea agli albori dell’, è paragonabile nei metodi, nelle tematiche d’attualità e nello stile che persegue la luminosità naturale attraverso l’uso della macchia, e ne costituisce il movimento parallelo, con le dovute differenze di contesto sociale e di territorio.

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I macchiaioli italiani conoscono Delacroix, Corot, Courbet e i Barbizonniers, e, come gli impressionisti, partono dalle ricerche di questi pittori. Dopo la stagione dei Boldini, degli Zandomeneghi e dei De Nittis, che potremmo chiamare impressionisti franco-italiani viste le loro lunghe permanenze parigine, permane in Italia una tradizione tardo Immagine correlataimpressionista che si protrae nei primi tre-quattro decenni del Novecento, legata ora a Monet, ora a Renoir ora a Cezanne, espressa nell’opera di pittori come Francesco Filippini, amico e compagno di ricerche artistiche di Claude Monet, che si trasferirà a lungo a Parigi fin dal 1879 per divenire inizialmente il principale fondatore dell’impressionismo italiano, ma anche Emilio Gola, Arturo Tosi, Armando Spadini.

Risultati immagini per macchiaioliUna “declinazione” particolare e personale dell’impressionismo di tradizione francese viene inoltre introdotta dal ferrarese Galileo Cattabriga (Bondeno, 1901-1969).

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Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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