Il bombardamento di Dresda

Pubblicato da Andrea Natile il

Il bombardamento di fu un bombardamento aereo attuato da Regno Unito e Stati Uniti sull’omonima della Germania tra il 13 e il 15 febbraio 1945, durante la seconda guerra mondiale.
Fino all’autunno del 1944 la zona di Dresda era rimasta al di fuori del raggio di azione dei bombardieri degli Alleati, ma con l’avvicinamento del fronte la situazione cambiò.
All’inizio del 1945 la leadership politico-militare alleata iniziò a porsi il problema di come sostenere l’impegno bellico sovietico in Europa con lo strumento del bombardamento strategico. Recuperando in parte piani precedenti del 1944, noti come Operation Thunderclap, furono pianificati i bombardamenti di Berlino e di molte altre città dell’est della Germania, coordinati con l’avanzata russa.
L’obiettivo dichiarato era quello di causare confusione ed evacuazioni di massa dall’est, ostacolando quindi l’avanzata delle truppe da ovest; si prevedeva infatti che i nazisti avrebbero spostato verso il Fronte Orientale 42 divisioni (mezzo milione di uomini) entro il mese di marzo. Quest’uso del bombardamento strategico era simile a quello adottato da Dwight Eisenhower prima dello sbarco in Normandia. Sebbene le priorità per i bombardieri restassero la distruzione di raffinerie, fabbriche di jet e cantieri di costruzione dei sottomarini, Arthur Harris, capo del comando dei bombardieri della RAF, ricevette l’ordine di attaccare Berlino, Dresda, Lipsia e Chemnitz appena possibile. Anche Winston Churchill fece pressioni affinché ci si sbrigasse.

Alla Conferenza di Jalta del 4 febbraio sia Berlino che Dresda erano sulla lista degli obiettivi, e dopo la conferenza entrambe furono bombardate. La decisione fu rafforzata dall’esplicita richiesta sovietica di attacchi aerei sulle linee di comunicazione. I documenti della RAF dimostrano che l’intenzione era quella di «distruggere le comunicazioni» e intralciare l’evacuazione, non di uccidere gli evacuati, ma – naturalmente e prevedibilmente – le cose andarono storte. Lungo le linee ferroviarie che attraversavano Dresda passavano ogni giorno rinforzi, munizioni e materiali diretti all’ormai vicino fronte orientale.
I bombardamenti
L’attacco fu condotto congiuntamente dalla Royal Air Force britannica e dalla United States Army Air Force ed avvenne fra il 13 e il 15 febbraio 1945. Il 13 febbraio 1945 più di 800 aerei inglesi volarono su Dresda, scaricando circa 1 500 tonnellate di bombe esplosive e 1 200 tonnellate di bombe incendiarie. Il giorno dopo la città fu attaccata dai B-17 americani che in quattro raid la colpirono con altre 1 250 tonnellate di bombe.[3] Nella mattinata del 15 febbraio ci fu l’ultima incursione di 200 bombardieri statunitensi sulla città ancora in fiamme. I bombardieri alleati rasero al suolo una gran parte del centro storico di Dresda con un bombardamento a tappeto, causando una strage di civili, con obiettivi militari solo indiretti.

Il gemellaggio con Coventry
Nel 1956 Dresda stabilì un gemellaggio con Coventry, una delle città del Regno Unito maggiormente devastate dai bombardamenti tedeschi. La stessa regina Elisabetta II di Inghilterra, durante una visita in Germania nel 2004, patrocinò un concerto a Berlino per finanziare l’opera di ricostruzione a Dresda.
La ricostruzione
Dopo la guerra, e ancora di più dopo la riunificazione della Germania, molti sforzi sono stati fatti per ricostruire Dresda com’era prima del bombardamento. Nonostante la volontà di ricostruzione, buona parte del centro storico di Dresda è stato irrimediabilmente perduto e gli ampi spazi dovuti alle demolizioni postbelliche sono stati riempiti da anonimi edifici nuovi.
Alcuni importanti monumenti, anche grazie al reperimento di documentazioni d’archivio fotografiche, sono stati ricostruiti “com’erano e dov’erano”, ma il processo di ricostruzione è stato parziale e lento. La ricostruzione della Frauenkirche fu decisa solo dopo l’unificazione; la nota chiesa barocca è stata quindi riconsacrata solo il 30 ottobre 2005, oltre sessanta anni dopo la sua distruzione.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Video: YouTube
Immagini: Google Search

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

Lascia un commento