Ritratti di Città – Bamberga

Pubblicato da Andrea Natile il

Panorama dalla piazza della Cattedrale

La Vecchia di è compresa nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, poiché ha mantenuto il suo aspetto medioevale.
È una delle sette Cattedrali imperiali tedesche e rappresenta un significativo esempio dell’Architettura romanica in Europa e una delle opere medievali più importanti della . Dal 1007 è sede della sua antichissima Arcidiocesi-Metropolitana, che dal 1020 è Diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede. Custodisce anche la tomba di Papa Clemente II, unico papa sepolto a nord delle Alpi.

Origini
Nel periodo successivo alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, durante la migrazione e insediamento delle popolazioni germaniche, la regione, in seguito inclusa nella Diocesi di Bamberga, era abitata per la maggior parte da Slavi. Come hanno dimostrato gli scavi archeologici effettuati nel XIX secolo sulla collina del Duomo, il sito di Bamberga era popolato già nel 600 d.C. Non è chiaro se il sito era abitato ininterrottamente dalla fine dell’Impero romano, o se è stato poi ripopolato. Il Babenburg o Babenberch sembra esser stato verso la fine del IX secolo un centro di potere regionale, circondato da mura. Nell’anno 902, infatti, viene menzionato per la prima volta un Castrum Babenberch sulla collina della cattedrale attuale, appartenente ai Conti dei Vecchi-Babenberg. Questa famiglia, nel Regno dei Franchi orientali, prese il nome proprio da questo feudo. L’area è stata cristianizzata principalmente dai Monaci benedettini dell’abbazia di Fulda, e posta sotto l’autorità spirituale della Diocesi di Würzburg.
Nel 903 in seguito a una faida sanguinosa con la famiglia Renano-francone dei Corradini, volta a espandere i loro domini sulla Franconia, i Vecchi-Babenberg perdettero la contea. Con Corrado il Giovane Bamberga passò ai Corradini, da ora chiamati Feudo-Babenberg. Nel 906 il conte palatino Adalberto di Babenberg tese un’imboscata ai Corradini nelle vicinanze di Fritzlar col fine di riappropriarsi della Franconia. Durante il combattimento persero la vita sia il padre di Corrado il giovane che i due fratelli di Adalberto. Quest’ultimo venne poi imprigionato su ordine del re, Ludovico IV il Fanciullo e condannato a morte per aver violato la pace reale. I Babenberg persero tutti i loro titoli e le loro proprietà in Franconia, mentre Corrado ne divenne l’indiscusso Duca. Come tale ebbe un ruolo decisivo a corte, alla morte di Ludovico IV (ultimo dei Carolingi a regnare sui Franchi Orientali), nel novembre 911, Corrado venne eletto Re col nome di Corrado I di Franconia. La proprietà diventa dominio reale, tale resterà fino al 973, nel momento in cui l’imperatore Ottone II diede il Castrum a suo cugino Enrico il Litigioso, duca di Baviera.
Il figlio di quest’ultimo, eletto imperatore del Sacro Romano Impero nel 1002 col nome di Enrico II, detto il Santo, per limitare il potere della Diocesi di Würzburg e per incoraggiare la conversione delle genti che abitavano le regioni ad est del “Castrum”, decise, nel 1007, di erigere Bamberga a diocesi. Nel 1008, dopo lunghe trattative con i vescovi di Würzburg e di Eichstätt, che dovevano cedere parti dei loro territori, i confini della nuova diocesi furono definiti, e Papa Giovanni XVIII concesse la conferma papale nello stesso anno. Enrico II ordinò anche la costruzione di una nuova Cattedrale, consacrata il 6 maggio 1012 e subito arricchita di doni papali. Enrico II la eresse a Cattedrale imperiale in suo onore, rilasciando quei privilegi che accrebbero notevolmente il potere temporale del vescovo. Nel 1017 Enrico II fonda anche l’Abbazia di Monte San Michele, nei pressi di Bamberga, un’abbazia benedettina per la formazione del clero. Papa Benedetto VIII, durante la sua visita a Bamberga del 1020, pose la diocesi in dipendenza diretta della Santa Sede. Per un breve periodo Bamberga fu il centro del Sacro Romano Impero. Enrico II e sua moglie Cunegonda, entrambi annoverati frai i Santi della Chiesa cattolica, sono seppelliti nella cattedrale.

Palazzo Arcivescovile

Sotto i Principi-Vescovi
Dalla metà del XIII secolo in poi i vescovi divennero anche principi dell’Impero e nei secoli seguenti Bamberga venne governata dai suoi vescovi che promossero la costruzione di edifici monumentali. Nel 1248 e nel 1260 la sede ha ottenuto grandi porzioni dei possedimenti dei Conti di Merania, in parte mediante acquisto e in parte attraverso l’appropriazione dei feudi spenti. Il vecchio Vescovado di Bamberga si componeva di un territorio che si estendeva ininterrotto da Schlüsselfeld alla Foresta Francone, e con numerosi possedimenti nell’Alto Palatinato nei Ducati di Carinzia e di Salisburgo, in Turingia, e sul Danubio. Tuttavia con le modifiche derivanti dalla Riforma, il territorio della diocesi venne ridotto quasi della metà.
Hussiti e rivolte
Nel gennaio 1430 gli Hussiti arrivarono alle porte della città. Il Capitolo della cattedrale fuggì nel Castello di Giechburg, nei pressi di Scheßlitz, lo stesso vescovo si ritirò in Carinzia e i ricchi borghesi scapparono a Forchheim e Norimberga. Ne seguì il saccheggio della città e dei suoi ricchi monasteri. Quando nel febbraio arrivarono le truppe imperiali guidate dal marchese Federico I di Brandeburgo, quest’ultimo incontrò il comandante degli hussiti, Andreas Prokop, nel suo Castello di Zwernitz, dove stipulò una tregua costata 12 000 fiorini ma che permise di evitare l’incendio della città.
Una rivolta dei cittadini nel XV secolo contro il potere egemonico del vescovo, chiamato “Argomento immunità” non riuscì a destituire il potere temporale della diocesi. La guerra dei contadini del 1524-25 lasciò comunque il segno in città; così come la Guerra dei trent’anni, dove la città subì pesantemente l’attacco delle truppe svedesi, o nella Guerra dei sette anni, segnata dalla Prussia.
La Caccia alla streghe
I processi alle streghe del XVII secolo causarono centinaia di vittime a Bamberga raggiungendo l’apice tra il 1626 e il 1631, sotto il governo del principe vescovo Johann Georg II von Fuchs Dornheim. Nel 1627 fu fondato il famoso Drudenhaus (Carcere delle streghe) che vide, fra gli altri, imprigionato il sindaco di allora Johannes Junius, di cui ci è pervenuta una testimonianza tramite la lettera che scrisse alla figlia prima di essere giustiziato. Fino al 1632 furono condannate più di 300 persone in città e solo con l’invasione delle truppe svedesi si riuscì a fermare il vescovo e il suo massacro.
Rinascita barocca e declino
Nel 1647 fu fondata l’Università di Bamberga, con il nome di Academia Bambergensis con le facoltà di Teologia e Filosofia. In epoca barocca, sotto i principi-vescovi Franz Lothar von Schönborn (1693-1729) e Friedrich Karl von Schönborn-Buchheim (1729-1745) la città conobbe una notevole fioritura culturale. In particolare Friedrich Karl accrebbe anche la sua università con le facoltà di Giurisprudenza e Medicina.
Ben presto inizia il declino; nel 1759, i possedimenti e giurisdizioni della diocesi situata in Austria vennero venduti e quando la secolarizzazione delle terre della Chiesa ebbe luogo, nel 1802, il territorio della diocesi scese da 3305 km² a 1276 km².
Annessione alla Baviera
Con la mediatizzazione, Bamberga perse la sua indipendenza nel 1803, entrando a far parte del Regno di Baviera. Con il Trattato di Lunéville del 1801, numerose città e abbazie imperiali erano state assegnate ai principi elettori laici, come compensazione per la perdita del Palatinato a favore della Francia. Bamberga e il suo vescovado furono assegnati al Regno di Baviera. Ancor prima della firma definitiva del Reichsdeputationshauptschluss nel 1803, la Baviera aveva occupato militarmente il territorio della diocesi già il 2 settembre 1802 e il 29 novembre viene dichiarato provincia bavarese. Il Principe vescovo Christoph Franz von Buseck, rassegnando le dimissioni, siglò la fine dell’indipendenza di Bamberga.
Bamberga fu collegata al sistema ferroviario tedesco nel 1844. Durante la rivoluzione del marzo 1848, Bamberga fu una roccaforte dei democratici, tanto che vi vennero stilati i cosiddetti 14 articoli di Bamberga, una carta dei diritti fondamentali. I più noti esponenti erano gli avvocati Nikolaus Titus e Ignaz Prell, il medico Heinrich Heinkelmann e il giornalista Carl Heger. Il 25 e 26 maggio 1854, otto Stati tedeschi centrali (Regno di Baviera, Regno di Sassonia, Regno di Hannover, Regno di Württemberg, Granducato di Baden, Assia-Kassel, Assia-Darmstadt e Nassau) si incontrarono in città durante la cosiddetta Conferenza di Bamberga per discutere circa la loro posizione rispetto alle due grandi potenze orientali: l’Impero d’Austria e il Regno di Prussia.
Tempi moderni
Dopo la prima guerra mondiale, quando un’insurrezione comunista prese il controllo della Baviera, il recentemente eletto Governo regionale bavarese (Gabinetto di Hoffmann) si rifugiò a Bamberga il 7 aprile 1919 e dovette restarvi per quasi due anni, prima che la capitale Monaco venisse riconquistata dai Freikorps (si veda Repubblica di Weimar). La prima costituzione democratica della Baviera fu approvata a Bamberga, diventando nota come Bamberger Verfassung, la Costituzione di Bamberga.
Nel febbraio del 1926 la città fu sede della Conferenza di Bamberga, convocata da Adolf Hitler nel suo tentativo di promuovere l’unità e per soffocare il dissenso all’interno del giovane NSDAP. Bamberga fu scelta per la sua posizione, in Franconia, non lontano dai membri della fazione dissidente del Nord nazista, ma ancora all’interno della Baviera. Nel 1933 i nazisti presero il potere a Bamberga e iniziarono le persecuzione dei cittadini ebrei e il Rogo di libri del 1º luglio.
Dopo la Seconda guerra mondiale Bamberga apparteneva alla Zona di occupazione americana. L’amministrazione militare creò un campo per gli sfollati.

Testo – Liberamente tratto da Wikipedia
Foto – Andrea Natile

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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