Gustav Klimt

Pubblicato da Andrea Natile il

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nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, allora sobborgo di Vienna. Il padre Ernst, nativo della Boemia, era un orafo, mentre la madre Anna  era una donna colta amante della musica lirica. Tutti i figli maschi della famiglia Klimt diverranno pittori. Frequentò la scuola d’ e mestieri dell’Austria (Kunstgewerbeschule), dove studiò applicata fino al 1883. Imparò a padroneggiare diverse tecniche artistiche, dal mosaico alla ceramica, nel rispetto dei canoni accademici e della storia dell’ del passato.

 

Il primo periodo, periodo della formazione.
Si fece presto notare e i frutti del talento non tardarono ad arrivare. La notorietà negli ambienti artistici, e le commissioni dei primi ritratti garantiranno al giovane Gustav un discreto successo e tranquillità economica. Klimt ricevette una benemerenza ufficiale dall’imperatore Francesco Giuseppe, e le università di Monaco e Vienna lo nominarono membro onorario. Nel 1892, a pochi mesi dalla morte del padre, anche il fratello Ernst morì improvvisamente: a questi lutti, che lasciarono un segno profondo anche nella sua produzione artistica, seguirono ben sei anni d’inattività.
Entrò in contrasto con i rigidi canoni accademici, nel 1897 Klimt fondò insieme ad altri diciannove artisti la Wiener Sezession (secessione viennese). Gli artisti della Secessione aspiravano, oltre a portare l’arte al di fuori dei confini della tradizione accademica ad una rinascita delle arti e dei mestieri: senza uno stile prediletto. In questo gruppo si riunirono simbolisti, naturalisti e modernisti. Il simbolo del Secessionismo era la Pallade Atena, dea greca della saggezza e delle buone cause, che Klimt raffigurerà nel 1898 in uno dei suoi capolavori.Nel 1894 l’università di Vienna commissionò all’artista la decorazione del soffitto dell’aula magna sul tema illuminista del trionfo della Luce sulle Tenebre, da sviluppare su tre facoltà: Filosofia, Medicina e Giurisprudenza. l lavori furono rimandati per anni e, quando i pannelli vennero presentati, vennero rifiutati e aspramente criticati dai committenti, che avevano immaginato una sobria rappresentazione del progresso della cultura, ma che si ritrovarono un turbinio di corpi sensuali. Noncurante delle critiche, in quel giro d’anni Klimt realizzò anche il Fregio di Beethoven, concepito per la quattordicesima mostra secessionista viennese, allestita dall’aprile al giugno 1902 nei locali del Palazzo della Secessione: questo trionfo di visionarie, enigmatiche, dionisiache che sottintende le angosce e le aspirazioni dell’uomo moderno è una delle migliori testimonianze del genio provocatore di Klimt, che da lì a poco verrà travolto dall’uragano artistico da egli stesso causato.

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Il secondo periodo, periodo aureo o dorato
Nel 1903 Klimt si recò due volte a Ravenna, dove conobbe lo sfarzo dei mosaici bizantini: l’oro, eco dei lavori del padre e del fratello in oreficeria, gli suggerì un nuovo modo di trasfigurare la realtà. Fu dal connubio tra la ricchezza dei mosaici ravennati e i neonati Laboratori Viennesi ai quali l’artista si avvicinò tornato in patria che nacquero alcuni dei capolavori klimtiani più celebri: Giuditta I (1901), il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I (1907) e Il bacio (1907-08) sono tutte opere dove Klimt si presenta convertito all’oro di Bisanzio. Spiccata bidimensionalità del loro stile. Il pennello di Klimt trasuda di un armonioso erotismo. Altre opere significative di questo periodo: Le Tre Età della Donna (1905), la Danae (1907-1908) e L’Albero della Vita (1905-1909). Il periodo aureo si chiuse nel 1909 con l’esecuzione di Giuditta II, seconda raffigurazione dell’eroina ebrea che liberò la propria città dalla dominazione assira.

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Il periodo maturo, detto anche periodo fiorito.
Dopo la stesura di Giuditta II, nel 1909, Klimt ebbe un periodo di crisi esistenziale e artistica. Il mito della Belle Époque era ormai giunto al tramonto, così come i fasti dell’Impero austro-ungarico, che collasserà definitivamente con lo scoppio della prima guerra mondiale. Klimt iniziò a mettere in discussione la legittimità della propria arte, soprattutto quando venne a contatto con la produzione di artisti come Van Gogh, Matisse, Toulouse-Lautrec.
Caratterizzato dalla fusione di queste influenze e dall’abbandono del fulgore dell’oro e delle eleganti linee art nouveau. Determinante per questa contaminazione fu anche l’incontro con la espressionista, che in ambito viennese trovò due grandi interpreti: Egon Schiele e Oskar Kokoschka, già suoi allievi.
Notevole fu anche il decisivo influsso esercitato dall’Impressionismo, che emerge nei diversi paesaggi che Klimt dipinse in questo periodo, che ricordano molto da vicino la maniera di Claude Monet.
Scopo di Klimt in questo periodo, infatti, era quello di ricercare una modalità espressiva meno sofisticata e più spontanea: egli rispose a quest’esigenza adottando una tavolozza più colorata, con cromatismi più accesi, e minimizzando l’uso dell’oro e delle linee. Le Tre Età della Donna.
L’attività di Klimt si interruppe l’11 gennaio 1918 quando, di ritorno da un viaggio in Romania, fu colto da un colpo apoplettico che lo portòalla morte il 6 febbraio dello stesso anno.

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Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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