Sergej Rachmaninov – I primi successi – 2

Pubblicato da Andrea Natile il

La prima di Aleko avvenne il 9 maggio 1893 al Teatro Bol’šoj; la rappresentazione ebbe un tale successo che venne programmata anche per essere interpretata da Fëdor Ivanovič Šaljapin, celebre basso con cui il compositore rimarrà amico per tutta la vita. Čajkovskij si dimostrò entusiasta dell’opera e consigliò a di accettare la proposta dell’editore Karl Gutheil per pubblicare il lavoro. Sergej accolse subito l’invito soprattutto quando seppe che Gutheil voleva pubblicare altre sue opere per la somma di 500 rubli. Gutheil vendette anche i diritti del Preludio in Do diesis minore. Sfortunatamente esso non fu protetto da un copyright internazionale, tanto che, nonostante fosse uno dei suoi lavori più conosciuti, gli fruttò solo quaranta rubli. Dopo la rappresentazione dell’opera Zverev, per riconciliarsi con il compositore, organizzò una cena a cui presero parte molti musicisti, fra cui Arenskij e Skrjabin.
Nel maggio 1893 Rachmaninov si recò in campagna presso la nonna Butakova per una vacanza; qui, nella quiete del luogo, scrisse la Suite n. 1, Due pezzi per violino e pianoforte e La roccia, fantasia per orchestra che dedicò a Rimskij-.
Con un nuovo editore, e rinnovate energie, Rachmaninov divenne sempre più conosciuto in tutto il mondo, sia per le sue composizioni che per le esecuzioni concertistiche; le sue opere divennero sempre più note e rappresentate, tanto da attirare l’attenzione dei critici. In particolare, quella del musicista e critico musicale Cezar’ Antonovič Kjui (uno dei membri del Gruppo dei Cinque), che in un’occasione visitò Rachmaninov a Ivanovka, proprietà della famiglia della zia, a circa 500 da . Durante la visita, Kjui compose una breve melodia che sottopose al giudizio di Rachmaninov. Il parere secco e negativo espresso dal compositore sulla qualità della composizione (espresso per non illudere inutilmente il critico), si tramutò in un astio da parte di Kjui che, da allora in poi, scrisse note feroci e denigratorie sulla produzione musicale di Rachmaninov.
La prima sinfonia e la depressione
Dopo aver scritto i Sei canti op. 8 per voce e pianoforte, Rachmaninov fu raggiunto dalla notizia della morte di Zverev e poco dopo di quella di Čajkovskij, avvenimenti che lo rattristarono e che lo fecero sentire solo, soprattutto perché gli venne a mancare l’appoggio del grande compositore.
Alla fine del 1894 la zia Varvara, con la famiglia, acquistò una grande casa dove riservò al celebre nipote una camera e uno studio con un pianoforte; Sergej qui trovò la tranquillità per poter comporre.
Nel gennaio 1895 Rachmaninov iniziò a pensare al primo grande lavoro orchestrale, la sua Prima sinfonia. Per la composizione dell’opera occorsero otto mesi, cosicché fu terminata solo verso i primi di settembre. A Mosca Mitrofan Petrovič Beljaev, creatore dei Concerti Sinfonici Russi, volle inserire la sinfonia di Rachmaninov nella stagione del 1896, scegliendo come direttore Glazunov. Il compositore era però molto titubante e aveva timore delle reazioni del pubblico, dimostrandosi nervoso e preoccupato, non a torto poiché Taneev, esaminando il lavoro, aveva avuto un’impressione piuttosto negativa. La sera del 15 marzo 1897, diciotto mesi dopo, l’opera venne data in prima esecuzione a San Pietroburgo, cinque giorni prima del ventiquattresimo compleanno del compositore. La rappresentazione si rivelò però un disastro ed il giovane Sergej ne rimase pressoché distrutto. Glazunov aveva diretto pessimamente e Rachmaninov non usò mezzi termini nei confronti del maestro affermando di essere molto sorpreso che un uomo di un così grande talento potesse dirigere così male.
A Rachmaninov venne a mancare la fiducia nelle sue qualità di compositore dopo il disastro della prima sinfonia e dovette affrontare tre anni di depressione. Questo periodo non fu tuttavia privo di una qualche attività musicale: infatti accettò l’incarico di secondo direttore (il primo era il mediocre Michele Esposito), di una compagnia operistica privata di Mosca gestita da un ricco imprenditore, Savva Ivanovič Mamontov, noto per essere protettore di molti artisti fra cui Šaljapin. Con la compagnia Rachmaninov diresse come prima opera Una vita per lo Zar di Glinka e in seguito Samson et Dalila di Saint-Saëns, Rogneda di Serov, la Carmen di Bizet.
Il suo talento come direttore d’orchestra e compositore era ormai riconosciuto da tutti; nel 1899 Ziloti ottenne per lui una scrittura con la Royal Philharmonic Society di Londra come direttore e pianista. In questa occasione diresse la sua fantasia per orchestra La roccia e interpretò il suo Preludio in do diesis minore e l’Elegia, tratta dall’Op. 3.
Comporre musica continuava ad essere difficile per Rachmaninov. Molti dei suoi amici provarono ad aiutarlo a ritrovare il desiderio di comporre, e nemmeno una visita fatta insieme all’amico Šaljapin a Tolstoj, ebbe esito positivo. Fu anche per questo che il musicista, su consiglio di Grigorij Lvovič Grauermannm, medico amico di famiglia della zia, fu affidato alle cure di Nikolaj Dahl, specialista in ipnoterapia e grande amante della musica. Si pensa che Rachmaninov sia stato ipnotizzato per riottenere la fiducia in sé, ma, oltre a questo, è molto probabile che lui e Dahl abbiano parlato prevalentemente di musica e di arte. Di certo queste conversazioni, oltre che la solidarietà dei suoi amici più stretti, diedero a Rachmaninov una nuova pace interiore. La cugina Natalija Satina fu molto vicina al compositore, preoccupata per la sua salute. Le cure di Dahl ebbero un esito positivo tanto che Rachmaninov nel 1901 riuscì a terminare il secondo concerto per pianoforte e orchestra, che aveva iniziato a comporre nel 1900 e che poté presentare nel mese di ottobre, dedicandolo proprio a Dahl. Al concerto, che ebbe un grande successo, seguirono diverse composizioni come la seconda Suite per due pianoforti, la cantata La primavera, su un testo di Nikolaj Alekseevič Nekrasov, e la Sonata per violoncello e pianoforte, dedicata all’amico Anatolij Brandukov, violoncellista e direttore d’orchestra.

Testo: Liberamente tratto da Wikipedia
Immagini: Google Search
Video: Youtube

Andrea Natile


Andrea Natile

Ho studiato Ingegneria Elettronica a Firenze e ho lavorato in aziende di importanza internazionale come Informatico in diversi settori applicativi. Attualmente i miei interessi principali sono la musica e la storia.

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